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Bruce Springsteen

Western Stars
Columbia Records/Sony Music
La necessità di continuare a raccontare storie a se stesso e anche agli altri a quasi settant'anni compiuti
di Leonardo Follieri
27 Giugno 2019
Un ritorno delicato, figlio anche dell’intimità creatasi con gli spettacoli in cui il Boss tra il 2017 e il 2018 si è ritrovato da solo davanti alla ristretta platea del Walter Kerr Theatre di New York per la serie di spettacoli Springsteen On Broadway. Si legge più in questo senso l’approdo di Bruce Springsteen con Western Stars, nuovo album di inediti (il diciannovesimo) che esce cinque anni dopo il precedente lavoro con pezzi nuovi, High Hopes.
 
Un nuovo album in cui certe atmosfere sfrenate del connubio con la E Street Band cedono il posto a uno Springsteen soprattutto musicalmente più riflessivo (salvo rari casi come quello di Sleepy Joe’s Café), con la voglia di raccontare storie che si consumano per le strade, nei bar o nel calore delle proprie abitazioni.
Per realizzare Western Stars il Boss è stato aiutato da Ron Aniello, alla produzione come accaduto anche per gli ultimi due album, dalla moglie Patti Scialfa e soprattutto da una serie di arrangiamenti orchestrali e da una ventina di musicisti che partecipano con archi, fiati e pedal steel, tra i quali ci sono anche Jon Brion come polistrumentista, David Sancious e Soozie Tyrell. L’album è stato registrato principalmente nello studio di casa di Springsteen in New Jersey, con l’aggiunta di alcune parti incise tra New York e la California. La stessa California, quella del Sud a cavallo tra anni ’60 e ’70 e del pop di quel periodo, rievocata dal punto di vista musicale, ma anche con le tematiche, come si era capito già dal primo singolo Hello Sunshine, una ballad che, inserita all’interno di Western Stars, assume un valore più evocativo e cinematografico, come nelle intenzioni dichiarate dallo stesso Springsteen.
Western Stars è popolato da tanti personaggi diversi, le cui storie sono piene di cambiamenti in peggio, soprattutto per il modo imprevedibile in cui tutto avviene: succede ad esempio nella title track che ha per protagonista un attore western non più propriamente in auge, nella traccia d’apertura Hitch Hikin’ con l’autostoppista continuamente in viaggio, in Somewhere North Of Nashville con il singer songwriter fallito o nella conclusiva Moonlight Motel con una storia d’amore finita, ma che è comunque bene aver vissuto.
 
Al di là del suo inarrestabile successo, negli ultimi anni reso più duraturo dai concerti infiniti con la E Street Band e dalla sua proverbiale generosità nei live, Bruce Springsteen ha ancora bisogno di raccontare storie a se stesso e anche agli altri, guardandosi indietro dopo tanta strada percorsa ed essendo sempre più consapevole dei suoi quasi settant’anni compiuti.