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Bruce Springsteen

Letter To You
Columbia Records/Sony Music
Il Boss fa i conti col tempo che passa, con i suoi anni e con chi purtroppo non c’è più... ma con il proverbiale piglio live della sua E Street Band
di Leonardo Follieri
23 Ottobre 2020
(Foto di Danny Clinch)
 
I cenni d’intesa dopo tutta una vita non servono neanche più sul palco, sperando di poterli rivedere davvero tutti insieme il prima possibile in situazioni live. E sicuramente non sono stati necessari nemmeno nel novembre 2019, quando Bruce Springsteen e la E Street Band si sono ritrovati tutti insieme in studio, nella casa del Boss in New Jersey, per registrare in cinque giorni il nuovo album Letter To You. Si tratta del ventesimo lavoro di inediti di Springsteen, nonché il quarto episodio consecutivo tra quelli con brani nuovi prodotto insieme a Ron Aniello.
 
Il suono e lo spirito della E Street Band riappaiono più vivi che mai in quest’album e nella maniera più simile a quella osannata negli anni in dodici brani per un totale di poco meno di un’ora, senza sovraincisioni, in cui il Boss fa comunque i conti col tempo che passa, con i suoi anni e con chi purtroppo non c’è più.
La parte springsteeniana più riflessiva era stata affidata nell’ordine all’autobiografia Born To Run, allo spettacolo Springsteen On Broadway e all’album di inediti dell’anno scorso Western Stars. Una parte che non è del tutto accantonata, anzi, anche se dal punto di vista musicale si può parlare tranquillamente di un ritorno di Bruce Springsteen e della sua E Street Band.
Si era compreso già dalla title track che nei suoi testi Springsteen continuava a riflettere e a interrogarsi sul passare del tempo, e lo aveva specificato anche nell’altro singolo pubblicato per anticipare l’album, Ghosts, pensando a chi non c’è più. Il delicato brano d'apertura One Minute You’re Here si colloca seguendo la stessa scia, un po’ come Last Man Standing, pezzo congegnato musicalmente per un proverbiale live della E Street Band e in cui il ricordo degli assenti passa anche per Danny Federici e per Clarence "Big Man" Clemons, quest'ultimo rimpiazzato al sax, come noto, dal nipote Jake.
Completano il nuovo album anche tre brani risalenti ai primi anni ’70, incisi per l’occasione e rivitalizzati per trovare posto insieme agli altri pezzi dell’album, Song to Orphans, Janey Needs a Shooter e If I Was the Priest.
 
Con Letter To You è stata dunque rimessa insieme, dopo il tour di The River del 2016, la E Street Band, a capo della quale c’è un Boss nuovamente ispirato, seppur di recente più riflessivo.
Il gruppo aiuta quindi ancora una volta Springsteen a mettersi a nudo e a esprimere in maniera diretta anche le sue fragilità e le sue inquietudini, provate sulla propria pelle, ma perfettamente condivisibili con tutti... o nella speranza di poterle realmente condividere con tutti.
Bruce Springsteen torna allora a riabbracciare idealmente i suoi fan con un album da ascoltare tutto d’un fiato come un suo concerto dal vivo, proprio nel momento in cui purtroppo i live non sono previsti a causa dell’emergenza Covid-19. E in questo senso è come se la voglia di riabbracciare realmente tutti e il prima possibile con il suo più classico e celebrato modo di fare musica prevalga su tutto.