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Lou Reed VS Suzanne Vega

L’omaggio della cantautrice newyorkese all’amico Lou Reed
di Jessica Testa
05 Marzo 2020
E’ il 1979, a New York, quando una giovane Suzanne Vega ascolta dal vivo per la prima volta Lou Reed; ne resta incantata, e da quel momento trova definitivamente la sua visione del folk contemporaneo. 
“Lou Reed ha cambiato la mia vita - racconta - e non solo artisticamente. Studiavo letteratura inglese al Bernard College di New York e un mio amico mi chiese di accompagnarlo a vedere Lou che suonava dal vivo alla Columbia University. Avevo ascoltato Walk On The Wild Side alla radio, quindi dissi di sì”.
 
Il paroliere di New York lascia nel 1970 i Velvet Underground e pubblica un primo disco come solista - semplicemente Lou Reed - che vende un numero di copie ridicolo e lo catapulta in uno stato di depressione dal quale riuscirà a tirarlo fuori solo l’amico David Bowie. I due sono sotto la stessa etichetta, la RCA, e il Duca Bianco, che non ha mai nascosto la sua ammirazione nei confronti di Lou, accetta di arrangiare e produrre il suo nuovo album, Transformer, insieme a Mick Ronson. Reed vola a Londra per registrare, e il singolo che anticipa l’album è proprio Walk On The Wild Side.
Oggi, dopo quattro anni di silenzio discografico e di quella consueta riservatezza che la contraddistingue, Suzanne Vega sta per pubblicare An Evening Of New York Songs And Stories, un album live registrato al Cafè Carlyle di New York, il piccolo club che ha ospitato artiste come Judy Collins e conosciuto anche per essere il luogo dove si sono incontrate per la prima volta Jackie Kennedy e Audrey Hepburn. Ad anticipare l’album, ancora una volta, è Walk On The Wild Side.
Un giro nel lato selvaggio della Factory di Andy Warhol, un inno ai protagonisti di questa bizzarra e trasgressiva famiglia che Lou Reed racconta con un linguaggio esplicito e diretto, facendo riferimento all’omosessualità e al travestitismo dei suoi protagonisti, alla droga e al sesso orale. Tutti personaggi realmente esistiti: Holly (Woodlawn) e Candy (Darling) sono state due icone transgender apparse nei film di Warhol; “Little” Joe Dallesandro è stato un vero sex symbol della cultura gay, la famosa zip sulla copertina di Sticky Fingers dei Rolling Stones; Sugar Plum Fairy, soprannome di Joe Campbell, è stato il compagno di Harvey Milk, politico militante del movimento di liberazione omosessuale; infine Jackie (Curtis), che “pensava di poter essere James Dean per un giorno”, si esibiva a volte come uomo, a volte come donna, e il suo stile da “glitter e rossetto” è stato d’ispirazione per il look glam-rock.   
 
Il tributo live della Vega all’amico Lou è una versione dal sapore decisamente più folk, già dal suono e dall’andamento ritmico della chitarra acustica che introduce il brano. Il famoso solo di sax del finale ad opera del jazzista Ronnie Ross e l’inconfondibile giro di basso firmato da Herbie Flowers, che apre il sipario sulla versione originale, hanno concorso certamente a rendere Walk On The Wild Side una delle canzoni che hanno plasmato e influenzato la musica moderna, e Suzanne Vega riesce a restituirne il significato e l’atmosfera.
La voce calda e sensuale dell’autrice di Luka ci porta di nuovo in quelle strade di New York, quelle in cui questi giovani protagonisti arrivavano e popolavano l’underground, e che Reed, con la canzone, “presenta a gente che probabilmente non avrebbe mai voluto incontrarli”.
An Evening Of New York Songs And Stories esce il prossimo primo maggio, è un disco che contiene canzoni ispirate a New York o per le quali la Grande Mela ha fatto da sfondo, e non poteva che essere Walk On The Wild Side a rappresentarlo: una canzone d’amore nei confronti di un’epoca, dei personaggi che l’hanno abitata e, naturalmente, della grande, spietata e inebriante New York.