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Brunori Sas

Vol.3 Il cammino di Santiago in taxi
Picicca Dischi/Sony Music
Stati d’animo semplificati con una naturalezza non convenzionale, ma c’è anche di più nel terzo album di Dario Brunori e della sua band
Di Leonardo Follieri
04 Febbraio 2014
Registrato in un convento a Belmonte Marittimo (CS) con la produzione di Taketo Gohara (Vinicio Capossela, Mauro Pagani, Marta Sui Tubi, Verdena solo per citare alcuni nomi), il terzo disco di Dario Brunori nasce in molti casi da esperimenti compositivi al pianoforte che non sminuiscono il suo "canto impegnato a squarciagola", per poi poggiarsi sul supporto di una band confermata sin dal disco d’esordio e presente con ornamenti sonori pregevoli e talvolta con lunghe code strumentali, utili per comprendere i brani in prospettiva live e funzionali per non perdere l’autenticità in fase di incisione.
 
Era il 2011 quando nel Vol.2 il cantautore si occupava dei "poveri cristi", soggetti altri in cui egli stesso si immedesimava, uscendo così dall’atmosfera più semplice e diretta del Vol.1 di due anni prima. Stavolta Brunori torna a parlare di sé, distillando sempre in maniera artigianale i suoi sentimenti e ironizzando su piccoli grandi pensieri di tutti i giorni con riflessioni che divengono man mano di più ampio respiro.
 
Arrivederci tristezza è subito struggente e si pone poi sullo stesso piano Kurt Cobain, primo singolo dal nome/titolo impegnativo, ma utilizzato con discrezione per descrivere in senso metaforico il problema del successo che può travolgere, a tal punto da doversi rifugiare dietro le quinte per riprendersi. Divertite e pungenti appaiono poi Mambo reazionario o Il santo morto, dove viene preso in giro il modo di carpire informazioni o semplici segnali da Internet o dalla tv, in un tanto "celebrato" multitasking che genera perlopiù confusione.
 
Fiati, archi, elettronica, il gruppo e un decisivo Taketo Gohara riempiono in maniera raffinata Maddalena e Madonna, mentre ancor più intrigante è il delitto passionale sulla musica disinvolta di Pornoromanzo e non passa inosservata la delicata e conclusiva Solo come sono sol.
 
Insomma, intima o estroversa a seconda dei casi, la Brunori Sas si ripresenta ogni volta come un’entità cantautorale da ascoltare, riascoltare e approfondire.