Tu sei qui

Francesco De Gregori

De Gregori canta Bob Dylan - Amore e Furto
De Gregori canta Bob Dylan – Amore e Furto
(Caravan/Sony Music)
Il Principe traduce in italiano alcuni pezzi di Bob Dylan: il mito è stato cavalcato
di Roberto Caselli
06 Novembre 2015
(Foto di Daniele Barraco)
 
Lo si attendeva da tempo e finalmente è arrivato. Il mito è stato cavalcato. De Gregori non ha resistito alla tentazione e dopo esserselo ascoltato in tutte le salse, studiato e meditato, ora Dylan l'ha anche tradotto. Se, come si dice, Francesco ha subito la folgorazione del giovane Bob quando aveva solo quindici anni, ce ne sono voluti cinquanta per sentirsi sicuro di quello che stava facendo. De Gregori è un artista scrupoloso e ha voluto tradurre le 11 canzoni presenti sul suo nuovo Amore e Furto con una conoscenza del simbolo e della filosofia dylaniana ormai assodata. Il risultato, lo diciamo subito, è eccellente, con una lode particolare per Non Dirle Che Non È Così (If You See Her, Say Hello), la canzone che lo stesso Dylan ha voluto inserire nella colonna sonora del film Masked And Anonymous proprio interpretata da Francesco (botta d'orgoglio non da poco), e per la già nota Via della Povertà (Desolation Row) su cui aveva lavorato alla traduzione con Fabrizio De André per Canzoni, fin dal 1974. Rispetto a quella versione c'è qualche inevitabile fisiologico cambiamento, ma quello che salta subito all'occhio è la mancanza della parte di armonica che caratterizza l'entrata dell'ultima strofa. Scelte personali (De Gregori dice che temeva oltremodo il confronto impietoso con Dylan) su cui c'è poco da discutere.
 
La scelta dei brani abbraccia un lungo arco di tempo dell'epopea dylaniana: si va da Subterranean Homesick Blues del 1965 (Bringing It All Back Home), scelta davvero coraggiosa quella di cimentarsi con un pezzo così visionario dall'incedere talking rock, fino a Tweedle Dee & Tweedle Dum, del 2001, tratto dall'album Love And Theft, che spiega anche la filosofia del suo lavoro. "Amore e furto" è una dichiarazioni di intenti ovvi, che non sono mai un vero furto se si accompagnano a un proprio marchio di fabbrica. E il marchio Francesco l'ha messo come sempre, perché ascoltando una qualsiasi di queste canzoni sembra di essere perfettamente in linea con la sua produzione. Se uno non conoscesse la provenienza di questi brani potrebbe tranquillamente addebitarne la scrittura allo stesso De Gregori.
 
Curiosa la scelta di dare largo spazio a canzoni tratte da raccolte quali Come il giorno (I Shall Be Released) presente sul Greatest Hits Vol. II del lontano 1971, Una Serie Di Sogni (Series Of Dream), presa da The Bootleg Series, Vol 1-3 Rare & Unrealeased, Dignità (Dignity) recuperato da Greatest Hits Vol. 3 e considerato dallo stesso Francesco il brano che gli ha creato maggiori difficoltà di traduzione, e Servire Qualcuno (Gotta Serve Somebody) finita sulla tracklist di Masked And Anonymous, interpretata da Shirley Caesar. Il resto sono piccole gemme raccolte da lavori degli anni '80 come Infidels (Sweetheart Like You che è diventata Un Angioletto Come Te), Time Out Of Mind (la splendida Not Dark Yet, tradotta come Non È Buio Ancora) e Oh Mercy (Political World resa con la traduzione letterale Mondo Politico).
 
Un disco che trasuda amore e riconoscenza e che De Gregori ha saputo mantenere ricco della pregnanza dylaniana e nello stesso tempo personalizzarlo come era giusto fare, con il suo timbro di voce che solo raramente cede ai richiami del suo mito. Ultimo, ma non ultimo, un giusto riconoscimento alla band guidata da Guido Guglielminetti che ha suonato splendidamente.

 
Se ti è piaciuto questo articolo potrebbe interessarti anche:
Un De Gregori dylaniano che (non) ti aspetti