Fabrizio De André – Tu che m'ascolti insegnami

Una nuova raccolta con i brani di Faber rimasterizzati in alta definizione e suddivisi in quattro concept
di Leonardo Follieri
24 Novembre 2017
Dopo Masters di Lucio Battisti, oggi, stesso giorno in cui esce Com’è profondo il mare di Lucio Dalla in versione rimasterizzata, la Sony pubblica un nuovo cofanetto con brani rimasterizzati in alta definizione 24bit/192khz. Il lavoro anche in questo caso non è stato compiuto partendo dai file digitali, ma dai nastri originali e riguarda una serie di brani di Fabrizio De André, raggruppati in quattro diversi concept che tutti insieme prendono il titolo di Tu che m’ascolti insegnami.
 
Il cofanetto è stato presentato ieri in tarda mattinata presso la sede della Sony di Milano.
Erano presenti all’incontro Dori Ghezzi, vedova di Fabrizio De André che, assieme alla Fondazione intitolata allo stesso Faber, gestisce l’archivio e prosegue l’opera di divulgazione della musica del cantautore, e poi Morgan che ha commentato il lavoro e ha condiviso come sempre la sua passione per la musica e ovviamente per Fabrizio. Nel ruolo di moderatore c’era invece il giornalista e conduttore radiofonico John Vignola.
La presentazione è iniziata con l’ascolto di Ho visto Nina volare, brano che apre Tu che m’ascolti insegnami e sul quale si pone l’attenzione per far comprendere come sia stata curata la dinamica tra suono e rumore, sottolineando l’importanza di «non tradire l’originalità del disco stesso», come dice Dori Ghezzi. È un modo per «conservare quello che è un patrimonio che in qualche modo va restituito al futuro – ha aggiunto – ed è giusto farlo per Fabrizio e per tutti gli artisti che devono vivere per sempre».
Per raccogliere i 78 brani che fanno parte del lavoro, Dori Ghezzi ha raccontato di essere partita dal titolo del cofanetto, nel quale riconosce lo stesso Fabrizio: «In questo c’è lui quando sosteneva che se vuoi dire delle cose che abbiano un senso, devi saper ascoltare gli altri». E a tal proposito ha ricordato come Faber abbia fatto così fino al suo ultimo album Anime Salve, scritto con Ivano Fossati, quando i due si sono messi in macchina e hanno girato l’Italia per raccogliere aneddoti e capire i sentimenti di tutte le persone che incontravano.
Questi i quattro concept di Tu che m’ascolti insegnami disponibili in tre formati (4 cd bookset, box 8 lp 180 grammi in edizione limitata, gatefold 4 lp 180 grammi Essential Selection) per un lavoro unico, impreziosito dalla rimasterizzazione: Femmine un giorno e poi madri per sempre (L’amore e l’universo femminile), Il polline di Dio, di Dio il sorriso (La spiritualità il sogno), Dev’esserci un modo di vivere senza dolore (Guerra e pace, potere giustizia libertà), Sotto il vento e le vele (L’infanzia la vita e oltre).
Oltre alla scelta compiuta doverosamente per tematiche e al lavoro di tipo tecnico svolto dall’ingegnere del suono Stefano Barzan, Dori Ghezzi ha parlato anche del lavoro grafico che è stato compiuto a partire dalla copertina: «Se vediamo il bambino e poi il Fabrizio più adulto ci guarda».
 
Morgan ha indicato invece De André come «il padre della canzone italiana, un po’ come Dante è il padre della lingua italiana», si è poi soffermato sulla cura che Dori Ghezzi ha nel divulgare la musica dell’uomo della sua vita e su quanto Fabrizio sia stato un cantautore “impegnato”, termine apparentemente desueto o che non viene più utilizzato nella maniera più appropriata. Faber faceva musica non funzionale a una situazione precisa, ma conferiva una forza specifica ad una musica fine a se stessa da ascoltare nella sua interezza. Questo il senso del discorso, poi proseguito sulla voce di Fabrizio che secondo Fernanda Pivano era “la voce di Dio”.
 
Quasi verso la conclusione sono stati proiettati vari frammenti di video con De André protagonista, oltre a un nuovo videoclip de Il Pescatore, che vede alla regia Stefano Salvati. Il videoclip fa parte del progetto Capolavori Immaginati, «il cui scopo – recita il comunicato – è quello di dare nuova vita ai meravigliosi brani che hanno fatto la storia della musica italiana che fino ad oggi non hanno avuto un videoclip ufficiale». Gli altri Capolavori Immaginati sono Com’è profondo il mare di Lucio Dalla, diretto da Gianluca ‘Calu’ Montesano, e Notte prima degli esami di Antonello Venditti, con la regia, anche qui, di Stefano Salvati.
Sempre in video e in anteprima assoluta, è stato possibile vedere per la prima volta alcune immagini di Principe Libero, la fiction che andrà in onda su Rai1 a febbraio (e forse quindici giorni prima anche nelle sale cinematografiche) con Fabrizio De André interpretato da Luca Marinelli (“Lo Zingaro” di Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti).
 
Con Morgan si è ricordato poi il suo remake di Non all’amore, non al denaro né al cielo del 2005, e album già pubblicato da Faber nel 1971, e il medesimo artista ha rivelato di aver ritradotto i brani dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters resi in italiano da Fernanda Pivano e Fabrizio De André, al fine di riportarli alla lingua originale, ma di essersi fermato ad appena quattro pezzi per il momento.
Prima dei saluti finali l'ex frontman dei Bluvertigo ha letto i versi del Recitativo (due invocazioni e un atto di accusa) da Tutti morimmo a stento, album di Fabrizio del 1968, con in sottofondo il Concerto per pianoforte e orchestra in Sol maggiore di Ravel.
Evviva De André.