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Cat Power

Wanderer
Domino Records
La cantautrice di Atlanta ritorna dopo sei anni con un disco sincero ed emozionante
di Luigi Maffei
18 Ottobre 2018
Può un viaggio lungo gli Stati Uniti far ritrovare sé stessi? Chan Marshall, meglio nota come Cat Power, l’ha fatto ed è ritornata a casa con un bagaglio pieno di esperienze sonore e umane. Viaggiare, vagabondare, ascoltare storie, nuovi suoni, riprendere confidenza con la sua parte più profonda, più vera. Così è nato Wanderer, decimo album della cantautrice di Atlanta. Un racconto fatto di immagini minimali ed evocative, che fa da contraltare al precedente Sun, album vivace ma decisamente forzato, realizzato più per compiacere la Matador Records che la stessa Cat. “Volevano un disco di hit, e pensavo di averli accontentati, ma poi hanno detto che non avevo fatto un buono lavoro – ha dichiarato la cantautrice. – Mi hanno chiesto in seguito un disco in stile Adele, ma io sono Cat Power!”. Wanderer, infatti, non è piaciuto all’etichetta, un rifiuto che ha portato l’artista a chiudere bruscamente i rapporti con la label, trovando nella Domino Records l’etichetta giusta per la pubblicazione del suo lavoro.
 
Cat Power ha compiuto un cammino umano e musicale, alla riscoperta di un suono accantonato per diversi anni. Scarno, essenziale, fatto di pochi strumenti ma messi al punto giusto. Ne è un esempio il suo strumento più intimo e inconfondibile, la voce, assoluta protagonista dell'introduttiva titletrack. L’attacco di percussione di In Your Face, cui fa seguito un arpeggio delicato di pianoforte e il cantato di un’ispirata Chan non deve trarre in inganno. E' una canzone contro "le coscienze dolci come il miele" dei poteri forti americani, al sicuro "con i loro soldi e le pistole" e al di sopra della povera gente indifesa. In Woman la voce di Cat Power si intreccia con quella di un’ospite d’eccezione, Lana Del Rey. Un brano schietto, “un dito medio alla mia vecchia etichetta” usando le parole della Power. Il pezzo è forse il migliore mai cantato dalla Del Rey anche se, nonostante la sincerità espressa, non è indimenticabile. La suggestiva Horizon aggiusta il tiro, una canzone che disegna volti familiari persi nell’orizzonte. C'è spazio anche per una sorprendente cover di Rihanna, Stay, che crea un’atmosfera quasi onirica, avvicinandosi ai migliori espisodi del capolavoro You Are Free del 2003. Interessanti le oscure Black e Robbin Hood (sì, proprio con due B), mentre Nothing Really Matters regala un duetto voce e piano da brividi, sicuramente una delle migliori mai scritte dalla musicista.
 
In conclusione, Wanderer è il miglior disco di Cat Power da The Greatest. La musicista di Atlanta ritorna a far toccare certe corde nascoste dell’anima come solo lei ha saputo fare in tempi non sospetti e, fortunatamente, ritorna a fare.