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The Cornshed Sisters

Honey & Tar
The Memphis Industries, 2017
La seconda prova (superata) delle quattro musiciste e cantanti di Sunderland
di Luigi Maffei
13 Novembre 2017
Il secondo album è una prova importante per un artista. Un concetto valido per tutti, anche per le inglesi Cornshed Sisters. La seconda prova delle quattro musiciste e cantanti di Sunderland (Liz, Cathy, Jennie e Mary) arriva cinque anni dopo Tell Tales, un lavoro incensato dalla critica albionica che ne aveva visto l’ennesimo miracolo, The Next Big Thing del cosiddetto new folk.
 
Le rievocazioni di una vecchia Inghilterra bucolica e sognante avevano affascinato la stampa di settore, trovando però poco riscontro commerciale. L’apparizione al festival di Glastonbury nel 2016 e i vari passaggi radiofonici in UK del singolo The Message, però, hanno spostato l’attenzione del grande pubblico verso le “sorelle”.
Prodotto da Peter Brewis, mente creativa del progetto Field Music e marito di Liz, Honey & Tar prosegue il discorso cominciato con Tell Tales, ma arricchendolo di arrangiamenti elegantemente pop.
 
La prima traccia, The Message, ne è un esempio lampante: affascinanti intrecci vocali uniti a una melodia che entra in testa sin dal primo ascolto. Ciò che traspare dalle tredici canzoni del disco è un grande senso di positività, pronta a palesarsi anche in canzoni dal sapore gotico come nel suono delicato dell’arpa nell’oscura Waiting for Audreya o nelle veloci note di clavicembalo di Show Me. Le migliori tracce arrivano nella seconda parte dell’album: Sunday Best/Small Spaces è un saggio di architettura vocale, l’energica Running vede le Cornshed Sisters in un’inedita versione rock mentre Variety è la perla finale in stile vaudeville.
 
Honey and Tar, il cui titolo prende in prestito da una delle canzoni più belle dei Cocteau Twins, gruppo al quale le Sisters si ispirano molto, è un lavoro molto valido, ben confezionato e degno seguito dell’esordio. Sunderland si conferma città dallo spiccato senso musicale (Dave Stewart degli Eurythmics, Toy Dolls, Red Alert, Futureheads) e le Cornshed Sister non lo hanno affatto smentito.