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DI-RECT

Wild Hearts
INRI
Usare suoni e stilemi degli anni '80 per raccontare temi attuali e scottanti. Unità, comunità e solidarietà sono alla base di "Wild Hearts", il nuovo disco dei DI-RECT
di Luca Golfrè Andreasi
19 Ottobre 2020
(Foto: Set Vexy)
 
Dopo oltre vent'anni di carriera e svariati successi, gli olandesi DI-RECT sono tornati in studio per dare vita al nuovo album Wild Hearts: dieci tracce, per un totale di poco meno di 40 minuti, in cui viene riproposto il crossover-rock fresco ed energetico tipico della band di Den Haag, questa volta mischiato ad arrangiamenti e stilemi tipici del panorama disco e rock degli anni '80.
 
Il dualismo tra presente e passato del gruppo è affrontato già nella opening track Born Again dove, a sostegno di un arrangiamento dalle atmosfere “eighties”, la band si chiede se sia possibile che le nuove generazioni risolvano i problemi ereditati dalle precedenti e se sia possibile una rinascita.
Con questa domanda in mente, la festa in salsa anni '80 continua grazie ai richiami new wave in stile The Smiths e Depeche Mode di Nightcrawler, nella successiva Hibernation, che sfodera un ritornello in grado di ricordare i cori di scuola Parliament Funkadelic e ancora nella title track Wild Hearts, apice di intensità ed energia dell’album. Quest'ultimo brano, insieme al successivo Color rappresentano il succo tematico dell’intero progetto: i DI-RECT lanciano infatti un messaggio di unione e comunità, invitando a mettere da parte le differenze e concentrarsi su quanto ci accomuna, senza snaturare l’identità individuale di ognuno. A fare eco al tema comunitario e di solidarietà di questa coppia di brani si aggiunge Soldier On, una piano-ballad morbida, ma allo stesso tempo intensa, che ha preceduto l’uscita dell’album e in cui la band incita a liberarsi della paure e farsi valere nonostante le difficoltà che si possono incontrare nella vita. Sono poi da segnalare brani energici come No Goodbye, con uno dei ritornelli più memorabili dell’album, le sonorità intime dalle venature blues di Naked e Snakebite e le melodie martellanti ed efficaci della conclusiva Black Cat.
 
Negli ultimi anni il fenomeno del revival ha contaminato le forme artistiche, specialmente musica e cinema. Purtroppo, però, sembra spesso solo un pretenzioso esercizio di stile a scopi commerciali che fatica a centrare il punto e preme solo il pedale della nostalgia. Con Wild Hearts i DI-RECT invece riescono a produrre un’opera moderna e attuale dove la tradizione musicale del passato impreziosisce e valorizza i brani senza mai cadere nel problema del revivalismo moderno. Wild Hearts è un album completo da godere da cima a fondo, che trasporta l’ascoltatore tra le pieghe di arrangiamenti ricchi, dinamici e colorati in grado di infondere una positività a tratti nostalgica che invita a ricordare con piacere da dove veniamo, ma con l’esigenza e l’urgenza di guardare avanti.