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General Stratocuster And The Marshals

Double Trouble
Red Cat
Cinque italiani immergono i Led Zeppelin nelle acque del Mississippi. Risultato: un disco di livello internazionale
Di Claudio Morsenchio
10 Dicembre 2013

L’inverno è alle porte e le temperature rigide necessitano di un calore musicale che scaldi le giornate a colpi di buon vecchio rock-blues. Ecco allora il ritorno in grande spolvero dei General Stratocuster a circa due anni dall’esordio. La ha un cuore made in Italy, ma affonda le radici musicali nei classici del rock anglosassone, fra esplicite venature blues, romantiche ballate acustiche e trascinanti riff hard. A guidare le danze sono l’ottimo frontman Jack Meille, da una decina d’anni cantante dei Tygers Of Pan Tang, nome storico della New Wave Of British Heavy Metal, e l’eclettico chitarrista Fabio Fabbri, session men acclamato da oltre vent’anni.

Il risultato è un bigino musicale personale e ben suonato che va a toccare tutte le sfumature del classic rock, con precisi riferimenti ai grandi nomi del genere, senza smielati amarcord, ma con un songwriting divertente, caldo e coinvolgente. Si parte con Drifter di chiaro stampo zeppeliniano, dove la chitarra e l’incedere cadenzato fanno da apripista all’ottima voce di Meille. È contagiante anche la title track dal ritmato battito funk, arricchita piacevolmente dal sax di Emiliano Tozzi. Tutto scorre in modo semplice e immediato, com’è normale per una jam band che si trova a suo agio a spaziare con leggerezza e maestria fra graffi di slide guitar e piccoli incisi di piano in piacevoli ritornelli (What Are You Looking For).

Immancabile il blues soffuso rievocato da Don’t Be Afraid Of The Dark dove la voce si arrampica con successo in vette alte e impervie e la chitarra di Fabbri ricama avvolgenti fraseggi. Da evidenziare, infine, la potente chiusura del lavoro che rievoca ancora Page & Plant: l’infuocata Push To The Limit racchiude l’essenza hard rock della band. Double Trouble è un ottimo lavoro che esprime con estrema sincerità e professionalità la passione italiana verso il mondo del rock inglese e americano, e dimostra che General Stratocuster And The Marshals sono in grado di competere sullo scenario internazionale.