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Il ritorno (tutt’altro che scontato) degli AC/DC con "Power Up"

La proverbiale esplosione costante. L’essenza del rock senza indugi. Tanta energia e tutto ciò che da sempre caratterizza il marchio di fabbrica 100% AC/DC nel nuovo album della rock band australiana
di Leonardo Follieri
13 Novembre 2020
(Foto di Josh Cheuse)
 
Power Up
segna il ritorno degli AC/DC. Un ritorno con un album di inediti.
Un ritorno con la solita formula nota, consolidata e rimasta invariata nel tempo.
Un ritorno, però, tutt’altro che scontato, considerando le vicende degli ultimi anni del gruppo.
Nel 2014 gli AC/DC infatti pubblicano il loro ultimo album di inediti prima di Power Up, Rock Or Bust, e l’anno successivo partono per un tour volto anche a celebrare i quarant’anni di attività. Già da prima, però, altri eventi stavano caratterizzando le singole vite dei componenti della formazione e di conseguenza le dinamiche del gruppo: si pensi, nel 2014, ai problemi di salute del chitarrista Malcolm Young, poi scomparso nel 2017, ma che già aveva abbandonato la band per essere sostituito dal nipote Stevie Young, o ai problemi con la giustizia del batterista Phil Rudd, rimpiazzato per il tour del 2015 da Chris Slade; nel 2016, poi, il cantante Brian Johnson viene licenziato dal gruppo per problemi d’udito prima delle ultime date di quella serie di concerti e al suo posto viene chiamato Axl Rose, mentre il bassista Cliff Williams lascia la band alla fine di quel tour e annuncia la sua volontà di ritirarsi dalle scene.
Una foto del gruppo pubblicata lo scorso 30 settembre ufficializza, però, il ritorno di Rudd, Johnson e Williams, ed è solo l’inizio, perché la settimana successiva viene pubblicato il primo singolo Shot In The Dark e viene annunciata contemporaneamente l’uscita del nuovo album di inediti Power Up.
 
Tanta energia e tutto ciò che da sempre caratterizza il marchio di fabbrica 100% AC/DC, con la produzione affidata a Brendan O’Brien, già al lavoro con i precedenti album di inediti del gruppo, Black Ice del 2008 e il già citato Rock Or Bust.
Si procede spediti con gli inconfondibili riff di Angus Young, a volte anche con i controcanti corali perfetti anche per un live da stadio, come quelli ai quali il gruppo ci aveva abituato negli anni prima delle ultime vicende legate al Covid-19 che al momento tengono ancora in stand-by eventi del genere.
E se purtroppo al momento non sarà possibile ammirarli dal vivo, gli AC/DC intanto ci comunicano in questo modo che sono tornati insieme con la stessa forza che ha sempre caratterizzato la loro musica e con la stessa compattezza di cui Malcolm Young era il principale cardine. L’album è dedicato infatti alla sua memoria e nasce dall’ultimo periodo che ha trascorso con il fratello Angus per fare ordine nell’archivio tra i brani che meritavano di essere messi a punto e pubblicati.
 
Power Up è una nuova consapevolezza ritrovata, come quella di quarant’anni fa con Back In Black, dove Brian Johnson prendeva peraltro il posto del compianto Bon Scott che veniva a mancare proprio quello stesso anno.
È ancora una volta la potenza degli AC/DC che non ha bisogno di nient’altro.
È la proverbiale esplosione costante.
È l’essenza del rock senza indugi.
È la gioia di un ritorno inaspettato.