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John De Leo

John De Leo - Il Grande Abarasse
Il Grande Abarasse
Carosello Records
Il condominio come riproduzione di una piccola società è una metafora piena di infinite sfaccettature... come la voce di John De Leo
di Leonardo Follieri
25 Novembre 2014
(Foto di Elisa Caldana)
 
Ognuno di loro ha la sua vita, i suoi pensieri, le sue frustrazioni. Ognuno di loro osserva, parla... fino ad esplodere. Ognuno di loro (o quasi) è un condomino protagonista de Il Grande Abarasse, nuovo album di John De Leo.
Sei anni dopo Vago Svanendo, il già frontman dei Quintorigo torna con un nuovo disco per sfoggiare la sua arte a tutto tondo. I confini musicali non sono mai delimitati e divengono un solo genere nelle azioni e nelle riflessioni di individui che si esprimono per mezzo della voce geniale di un artista unico nel panorama musicale nostrano.
 
La meticolosità della scrittura si sposa perfettamente con la ricerca di una sensibilità vocale sempre diversa, ma anche accessibile. E in questo senso sono emblematici i "miagolii" de Il Gatto Persiano_Theme.
Sadismo e ironia non sono per nulla celati e soprattutto sono interpretati quasi in maniera teatrale all'inizio de La Mazurka Del Misantropo o nella crepuscolare e contemporaneamente divertita 50 Euro. E poi un ruolo importante viene svolto anche dai musicisti che accompagnano John De Leo, oltre che dall'Orchestra Filarmonica del Comunale di Bologna, ospite in alcuni brani, e da Uri Caine, al pianoforte nella sperimentale The Other Side Of A Shadow. Apocalissi Mantra Blues, Io Non Ha Senso e Muto (Come Un Pesce Rosso) sono deliranti in modi differenti, anche se di fatto in ogni brano ci sono sempre quelle divagazioni le quali ogni volta permettono di scoprire chiaroscuri nuovi e talvolta impercettibili, un po' come avviene pure nella ballad sofferta Di Noi Uno.
E quando tutto sembra finito, si può scoprire anche un Ghost Album da ascoltare in cuffia su consiglio dello stesso John De Leo e all'interno del quale l'Orchestra Filarmonica del Comunale di Bologna è stata registrata con microfoni binaurali per rendere il suono tridimensionale.
 
Il condominio come riproduzione di una piccola società è una metafora piena di infinite sfaccettature... come la voce di John De Leo.
 

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