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Neil Young

Neil Young - Storytone
Storytone
Reprise
Un album con un'orchestra di novantadue elementi in cui il cantautore canadese riesce a mantenere sempre la sua originalità
di Roberto Caselli
10 Novembre 2014
Se, come pare, Bob Dylan sta preparando il nuovo album rivisitando le canzoni di Frank Sinatra, non c'è da stupirsi che Neil Young decida in questo Storytone di farsi accompagnare da un'orchestra di novantadue elementi con tanto di coro. Al di là dell'apparente stranezza per un rocker del suo calibro, quello che ne risulta è un lavoro molto equilibrato e perfettamente nelle sue corde. Neil ha sempre avuto un tratto di personalità intimista e in questo caso non fa altro che esaltarlo con un supporto classico, senza dubbio inconsueto, ma per niente ingombrante. Non ci sono ombre di tradimento del suo passato, anzi... ancora una volta si è ammaliati dalla sua voce e dalla sua dolcezza e se ne apprezza l'originalità.
 
Per realizzare questo album Young ha usato un approccio completamente nuovo: prima ha voluto registrare tutti i pezzi in acustico da solo e solo successivamente li ha arrangiati avvalendosi sia dell'orchestra che di una big band. I pezzi solo acustici non sono ovviamente andati perduti e si possono trovare nella versione deluxe del disco che viene commercializzato in parallelo all'album orchestrale. Le canzoni sono tutte nuove ad eccezione di Who's Gonna Stand Up, inno ecologista già interpretato sia al Farm Aid in versione solista, che nel tour della scorsa estate insieme ai Crazy Horse e qui ovviamente coinvolto nel trionfo orchestrale degli archi.
 
Non bisogna però pensare che Storytone sia un lavoro che tende solo al dolce e al malinconico. Il vecchio Neil infatti ha saputo anche tirar fuori la sua grinta in brani come I Want To Drive My Car, che inizia con una chitarra blues di grande effetto, presto riassorbita dal suono esplosivo della big band, o come Like I Use To Do che parte con un assolo di armonica per poi virare in un boogie lento sempre sostenuto dalla big band, o ancora come Say Hello To Chicago costantemente in bilico tra blues e swing. When I Watch You Sleeping ritorna ad essere amabile con un downtempo dal sapore country e All Those Dreams, che chiude l'album, ci riporta in maniera dolce e con la mente alla magia dei vecchi tempi.
 
In definitiva, Neil Young ha ancora la forza di essere originale senza perdere nulla della sua grandezza.