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Roberto Durkovic

Silenzio Ascoltato
Azzurra Music
Un album che ha lo scopo di trovare il tempo e il luogo per lasciare scorrere nella mente i ricordi della propria vita non necessariamente solo giovanile
di Roberto Caselli
20 Ottobre 2017
Nuovo lavoro per Roberto Durkovic che in questo Silenzio Ascoltato si affida, in gran parte, ai testi di giovani poeti per esplorare sentimenti e ricordi che richiamano alla memoria vecchi amori e adolescenziali partite di pallone giocate senza soluzione di continuità nei campetti di periferia con due sassi per delimitare la porta e il desiderio di emulare i propri campioni. Silenzio Ascoltato ha proprio questo senso, trovare il tempo e il luogo (magari come quello raffigurato in copertina) per lasciare scorrere nella mente i ricordi della propria vita non necessariamente solo giovanile. Se i testi, spesso cantati da Durkovic al limite della narrazione, fanno viaggiare la memoria nel passato e danno talvolta un senso di mestizia, le musiche invece sono colorate e regalano un viaggio attraverso sonorità multiple che esplodono nei scintillanti lavori chitarristici del sempre bravo Massimiliano Alloisio e nelle atmosfere sognanti del clarinetto di Bosnea Ion.
 
Le poesie di Giusi Frisina, Rossana Pessione e Candido Meardi sono state necessariamente adattate a canzone, ma mantengono perfettamente l’urgenza che le ha fatte scaturire; bravo Durkovic a non caratterizzarle troppo vocalmente mantenendone intatta la fruizione. Roberto, dal canto suo, si è occupato delle musiche e ha scritto, oltre alla title track, anche La stazione, scovando tutta la magia “del ritmo, del battito e dell’eterno movimento” del luogo con un bellissimo commento musicale. C’è poi, come sempre nei suoi dischi, almeno una cover che in questo caso ha voluto estrapolare dal primo repertorio di De Gregori, la dolcissima Bene.