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Un mix tra hard rock classico e afrobeat: l’audace esperimento di meticciato musicale e culturale degli Here Lies Man

Evocare i Black Sabbath nel 2021? Si può fare
di Luca Golfrè Andreasi
10 Febbraio 2021
Gli Here Lies Man sono giunti in poco tempo al loro quarto lavoro in studio. Pubblicato il 22 gennaio 2021, il disco del gruppo di Los Angeles formatosi cinque anni fa si intitola Ritual Divination (RidingEasy Records).
 
La formula di base non cambia, ovvero l’originale e ardito mix tra sonorità e atmosfere alla Black Sabbath e ritmi di derivazione afrobeat. Ciò che cambia con Ritual Divination è la qualità complessiva del disco con un'impostazione che è stata affinata ed è giunta ad una piena maturità. Le chitarre pesanti si fondono in modo fluido e senza intoppi alle ritmiche intricate, complesse e sincopate; ogni dettaglio degli arrangiamenti contribuisce ad evocare un’atmosfera peculiare, che lascia ampio respiro nonostante un comparto strumentale indaffarato. Gli Here Lies Man sono riusciti a definire una formula musicale personale in grado di identificarli. Rispetto ai precedenti dischi, Ritual Divination affonda ancora di più le radici nel terreno dei Black Sabbath di Master Of Reality e Vol.4, oltre ad aggiungere venature blues ai poderosi riff di chitarra; inoltre, le sezioni ritmiche risultano ancora più efficaci e cariche di groove, sia nei brani più cadenzati e sinuosi, che in quelli più frenetici. Le atmosfere dilatate e le lunghe sezioni strumentali contribuiscono poi a donare alle tracce un’estetica a tratti psichedelica ed ipnotica, in pura salsa “seventies”.
Tutti gli elementi sopradescritti si palesano immediatamente e con forza già dalla prima traccia In These Dreams. Lavorano maggiormente sui cambi di ritmo e dinamica brani come I Told You (You Shall Die), Run Away Children e Collector of Vanities.
L’uniformità è sia il punto forte che il punto debole dell’album: i 15 brani (per oltre un’ora di materiale) usano formule compositive e di arrangiamento simili tra di loro (per quanto efficaci) che tendono ad annebbiare l’importanza ed il peso delle singole tracce, a favore di un’esperienza di ascolto coesa, ma che a tratti può risultare monotona.
 
In conclusione gli Here Lies Man prendono caratteristiche e sonorità fondanti rispettivamente della musica bianca (le basi rock, metal e psichedeliche) e della tradizione culturale nera (i ritmi e gli accenti blues), unendole in un mix esplosivo e particolare che rende il loro ultimo disco Ritual Divination un ascolto decisamente interessante e consigliato.