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The White Buffalo

On The Widow’s Walk
Snakefarm Records
Doveva essere un concept questo settimo album di The White Buffalo, ma alla fine è diventato il modo per "rappresentare una gamma più ampia di emozioni"
di Leonardo Follieri
22 Maggio 2020
“Quello che ho cercato di fare con questo album è rappresentare una gamma più ampia di emozioni. Ci sono momenti oscuri, momenti più felici, momenti messi in discussione. Inoltre amo mettere un po' di confusione nelle mie canzoni, elemento che penso sia molto umano”. Descrive così il suo settimo album The White Buffalo, nome dietro al quale si cela Jake Smith. Il progetto del singer/songwriter originario dell’Oregon e cresciuto in California è noto alle cronache soprattutto per la nomination agli Emmy nel 2015 dopo che alcuni suoi brani sono stati inseriti nella serie Sons Of Anarchy.
 
On The Widow’s Walk, questo il titolo del nuovo lavoro, è stato prodotto da Shooter Jennings, figlio della leggenda country Waylon e di Jessi Colter, e al lavoro tra gli altri anche con Marilyn Manson, che qui suona anche piano e tastiere. Il resto dell’album è suonato dalla cosiddetta Jelly Crew, vale a dire dal batterista Matt Lynott e dal bassista e chitarrista Christopher Hoffee.
Sono presenti soprattutto country, folk, blues e rock in On The Widow’s Walk, con la voce di Jake Smith che ancora una volta non può non richiamare quelle di Bruce Springsteen e di Eddie Vedder. I brani inediti del nuovo lavoro sono undici e sono in parte descritti dalla copertina in cui The White Buffalo è ritratto da Jack Browning, con il volto in primo piano del singer/songwriter e con intorno l’acqua e l’oceano, temi dell’album che in origine dovevano essere anche gli unici presenti al suo interno. Già, perché Smith voleva sviluppare inizialmente un concept album, partendo proprio dall’acqua e dall’oceano di Sycamore, River Of Love And Loss e della title track, ma poi altri brani sembravano particolarmente riusciti, sinceri e insomma adatti alla pubblicazione. Per questo motivo è stato riservato allora spazio ad altri pezzi che parlano della forza imprevedibile di madre natura come succede in Faster Than Fire, del sopravvento sempre più evidente della tecnologia su tutto come si può ascoltare in Cursive e della “tensione tra controllo morale e cattiveria sfrenata” dell’uomo raccontata in The Rapture. Si ha poi la necessità di vivere il momento, come avviene in No History, e soprattutto nella prima traccia dell’album, Problem Solution: “Si tratta di un brano formato da due diverse parti, sulle condizioni mentali – dichiara The White Buffalo. – La prima parte ‘Problem’ parla di dolore e insicurezza, quando le cose si fanno cupe e disperate. Il cambiamento improvviso nella seconda parte ‘Solution’ è la risposta, quella di vivere il momento e affrontare la giornata”. Energico e pacato all’interno dello stesso brano, “due facce della stessa medaglia” si direbbe, ma nel corso dell’album le facce fortunatamente sono tante.
 
L’idea del concept iniziale avrebbe infatti forse limitato le emozioni contrastanti, dettate da maggior istinto e per questo motivo quindi ancor più autentiche di On The Widow’s Walk.