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The Lumineers

Gardone Riviera (Brescia), Anfiteatro del Vittoriale
20 luglio 2016
Un'ora e mezza di concerto che non delude le aspettative e che ribadisce l’efficacia di un sound folk rock come quello del trio di Denver
di Denise Rotondi
27 Luglio 2016
Un atteso ritorno, quello dei Lumineers in Italia lo scorso 20 luglio nell'ambito del festival Tener-a-mente svoltosi presso l'Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera (Brescia).
 
Il trio di Denver, consacrato al successo con il singolo Ho Hey  del 2012, sceglie l’intima conca di D’Annunzio per promuovere l’ultima fatica discografica, Cleopatra. E non potrebbe essere altrimenti, perché è nei luoghi più raccolti che il gruppo dà il meglio di sé e riesce a dedicare le meritate attenzioni al suo pubblico, da subito invitato a stare in piedi. Il brano di apertura, Sleep On The Floor, instaura il primo contatto con i fan, catturati dalla magnetica voce di Wesley Schultz, accompagnato dai cori di Jeremiah Fraites e Neyla Pekarek. L'Anfiteatro, però, cambia volto quando sono le note di Ophelia o Flowers In Your Hair a contagiare il pubblico, complice un’affinità e una versatilità dei musicisti che affascina. Alla formazione classica si aggiungono Stelth Ulvang al piano e mandolino e Ben Wahamaki al basso, con cui il gioco ritmico si fa più vario e peculiare. La scaletta alterna vecchi brani come Dead Sea o Charlie Boy ad altri più recenti come Cleopatra o Angela.
Non ci sono momenti di stanchezza né di noia, neanche quando i musicisti lasciano il palco per guadagnare le gradinate. Wesley Schultz giustifica la “vicinanza” per ringraziare il calore dei fan e per omaggiare la luna piena, vigile della serata. Where The Skies Are Blue si diffonde dall’alto, in una versione tutta al femminile, con la voce di Neyla, che accantona il violoncello.
A questo punto le luci tornano di nuovo sul palco con il frontman solista per una performance di Gun Song, dal testo intricato e suggestivo, in ricordo del padre. Seguono ancora alcuni brani, come Big Parade o My Eyes prima che il gruppo abbadoni momentaneamente il palcoscenico per una pausa. L’ultima sezione del concerto vanta le tracce In The Light e Long Way From Home che sono le offerte più introspettive del nuovo album. Lo spettacolo, infine, si conclude con le ampie arcate di violoncello e i battiti di tamburo di Stubborn Love, prima del caloroso abbraccio tra i musicisti e il saluto affettuoso alla platea.
 
Circa un’ora e mezza di concerto che non delude le aspettative e che ribadisce l’efficacia di un sound folk rock come quello dei Lumineers.