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Rod Stewart

Assago (Milano), Mediolanum Forum
31 gennaio 2018
Una rockstar trasversale (anche a 73 anni)
di Leonardo Follieri
01 Febbraio 2018
Non è detto, ma se avesse fatto il calciatore professionista, forse non lo avremmo potuto vedere su un palco a 73 anni. Però la sua passione per il calcio è sempre presente per tanti motivi, a partire dal suo pubblico che indossa sciarpe e maglie della sua squadra, il Celtic di Glasgow, e da lui che a un certo punto calcia palloni verso i fan come fa sempre durante i suoi live.
 
Rod Stewart è tornato in tour in Italia per un’unica data dopo otto anni dal suo ultimo live nel nostro Paese, quello del 21 giugno 2010 all’Arena di Verona.
Rod The Mod si è esibito in un Forum di Assago che si è lasciato coinvolgere dall’atmosfera di festa, durante la quale non sono mancati momenti più soft grazie ad alcune ballad. Una serata in cui l’autocelebrazione è passata dalla trasversalità insomma, da vari cambi d’abito e da un repertorio dove tanti sono i brani famosi. Nessun nuovo album quindi “da promuovere” (l’ultimo pubblicato è Another Country del 2015), ma una lunga carriera alle spalle tra pezzi propri e cover magistralmente interpretate.
Inizia il gruppo con Soul Finger e tante volte i singoli musicisti si distingueranno per i momenti di solo su un palco pieno di luci e colori.
Da Tonight’s The Night (Gonna Be Alright) all’ottima cover di Tom Waits Downtown Train, si passa anche per una dolce parentesi acustica aperta da The First Cut Is The Deepest di Cat Stevens, ma senza dubbio molto importante per la carriera di Rod Stewart, come si capisce anche dal pubblico presente che intona la ballad già dalle prime note. Sui maxischermi alle spalle del palco vari video celebrano la vita, soprattutto artistica di Rod The Mod, con tante immagini di repertorio, con copertine degli album dai quali sono tratti i brani in scaletta e anche con il momento in cui nel 2016 il Principe William d’Inghilterra lo ha nominato Cavaliere.
Tanta energia per il resto in pezzi come Forever Young e nella degna chiusura di una grande festa con Baby Jane e Da Ya Think I’m Sexy?, prima del saluto finale con Enjoy Yourself (It’s Later Than You Think).
 
Certo, il suo show ieri non ha superato le due ore, ma probabilmente, se Rod Stewart avesse fatto il calciatore professionista, non sarebbe stato così in forma per essere una rockstar trasversale (anche a 73 anni).