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Stereophonics

Fabrique, Milano
5 febbraio 2018
Nell'unica tappa italiana la band gallese presenta i brani dell'ultimo disco, celebrando anche i primi 20 anni di carriera
di Francesco Taranto
06 Febbraio 2018
Abbiamo seguito l’unica tappa italiana degli Stereophonics, in un Fabrique di Milano decisamente gremito. L’occasione è quella del tour europeo per promuovere l’ultimo album (Scream Above The Sounds, uscito a ottobre scorso) e in qualche modo anche i primi 20 anni di carriera del gruppo.

Il concerto inizia sulle note di uno dei brani più trascinanti dell’ultimo disco, Chances Are, che non è stato pubblicato come singolo ma viene accolto comunque benissimo dal pubblico. Non tardano ad arrivare anche i due ultimi singoli, l’inno Caught By The Wind e l’incedere ipnotico di All In One Night, così come i due migliori brani dell’album precedente, C’Est La Vie e I Wanna Get Lost With You.

L’inizio è quindi dedicato al materiale più recente e bisogna attendere Superman per tornare indietro al 2005, con un sound decisamente più aggressivo. More Life in a Tramp’s Vest riporta addirittura agli esordi nel 1997, mescolando il britpop all’immediatezza punk, accompagnata da un video che mostra appunto i primissimi passi della band gallese.
La parte centrale dello show vede il lato più acustico degli Stereophonics, con le grandi hit Maybe Tomorrow e Have A Nice Day e qualche brano meno conosciuto ma molto efficace (come Step On My Old Size Nines) che esaltano la voce tagliante di Kelly Jones. Il frontman è il protagonista assoluto, spaziando anche tra assoli di chitarra e momenti al pianoforte (ad esempio in Sunny) o guidando la band in uno dei brani migliori dell’ultimo album, What’s All The Fuss About?.

Fatta eccezione per la splendida ballata Traffic, il finale è un concentrato dei loro brani più rock e meglio riusciti, dalla vita quotidiana di un piccolo paese del Galles raccontata in Local Boy In The Photograph e The Bartender And The Thief ai potenti riff di chitarra di Taken a Tumble e A Thousand Trees. Non può non chiudere la serata Dakota, forse il loro pezzo più completo in assoluto, in grado di mischiare rock, elettronica, suoni industrial, il talento di storyteller di Kelly Jones e la sua voce graffiante. Sono le caratteristiche che hanno permesso agli Stereophonics di sopravvivere alla scena britpop da cui emersero, che stava già scomparendo nel 1997, e poter festeggiare ottimamente i primi 20 anni di carriera.

Scaletta concerto:
Chances Are
Caught by the Wind
C'est La Vie
I Wanna Get Lost With You
All in One Night
Superman
More Life in a Tramp's Vest
I Wouldn't Believe Your Radio
Maybe Tomorrow
Have a Nice Day
Mr Writer
Mr and Mrs Smith
Step On My Old Size Nines
Geronimo
What's All the Fuss About?
Indian Summer
Sunny
Local Boy in the Photograph
Just Looking
Traffic
Taken a Tumble
The Bartender and the Thief

A Thousand Trees
Dakota