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The Doors

Live At The Bowl '68
Edel
C'è più Jim e meno Jimbo nella riedizione integrale del celebre concerto del luglio '68 a Los Angeles
Di Luca Garrò
30 Novembre 2012

Qualsiasi nuova pubblicazione della band capitanata da Jim Morrison è ancora capace di generare eco in grado di raggiungere ogni angolo del pianeta: gli esempi più recenti sono stati la riedizione di L.A. Woman e lo splendido documentario di Tom DiCillo When You’re Strange, che hanno dimostrato ancora una volta quanto il mito del Re Lucertola sia in grado di resistere a oltre quarant’anni dalla scomparsa.

L’ultimo documento su cui Manzarek, Krieger e Densmore, insieme al fidato tecnico del suono Bruce Botnick, hanno rimesso le mani è il celebre concerto tenutosi il 5 luglio del 1968 all’Hollywood Bowl di Los Angeles, considerato da molti uno degli show più riusciti della band californiana (su cd e dvd). A onor del vero e in accordo con le dichiarazioni rilasciate in più occasioni dallo stesso Manzarek, la performance di Morrison non fu tra le più energetiche della sua breve carriera, tanto che una certa staticità è evidente anche agli occhi dei meno esperti. Tuttavia, dal punto di vista musicale e della resa dei testi, il Live At The Bowl ’68 resta uno dei picchi del gruppo e l’atipica calma del frontman fu probabilmente uno degli ingredienti fondamentali affinché ciò avvenisse.

Spesso le trovate di Jimbo finivano per creare un duplice effetto simile alle sue due anime, tanto da diventare una pericolosissima arma a doppio taglio: da una parte il poeta in grado di ipnotizzare le folle con le parole e dall’altra il frontman carismatico e sensuale capace di creare violenti subbugli con studiate provocazioni. Il risultato era spesso drammatico, tanto che più di una volta la band fu costretta ad annullare concerti o a proseguire le serate senza il compagno, portato via dalle forze dell’ordine o troppo ubriaco per continuare.

Già pubblicato nel 1987 in vhs e cd (della durata di soli 22 minuti), il materiale è stato finalmente restaurato nella sua totalità, sia dal punto di vista delle immagini che da quello sonoro, recuperando tutti i brani esclusi nelle versioni precedenti. Se quindi l’album finisce per essere un prodotto nuovo di zecca, per quanto riguarda il filmato i brani aggiunti sono solo tre, ma di livello assoluto: Hello, I Love You, The WASP (Texas Radio And The Big Beat) e una versione da brividi di Spanish Caravan non fanno che confermare quanto la fine fosse ancora lontana. Una cosa è certa, Live At The Bowl contiene le versioni migliori dal vivo di alcuni evergreen del gruppo e sicuramente alcune delle improvvisazioni poetiche più incisive di Morrison. La leggenda, infine, vuole che tra i giovani cameramen incaricati di filmare lo show ci fosse un giovanissimo Harrison Ford. Se è vero che non si può dire di conoscere davvero i Doors senza averli visti dal vivo, ecco una buona occasione per rimediare...