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AA. VV., Confessin' The Blues

Una piccola opera d’arte che costituisce un oggetto prezioso da collezionare o da regalare
di Roberto Caselli
05 Dicembre 2018
La prima recensione di questo lavoro, quella che riguardava la critica dei brani e degli autori scelti per questa compilation, che aveva velleità di rappresentare una sintesi della storia del blues, fu fatta quando uscì il doppio cd. Una cernita ardua che i Rolling Stones, si sono presi la briga di fare, stimolati dall’uscita di questo progetto di cui Ron Wood ha addirittura disegnato la copertina.
 
Ora si vuole parlare dell’uscita parallela in versione 10 pollici (il vecchio Lp) che ripropone in cinque vinili gli stessi brani e le stesse note. Il merito di questo cofanetto non sta solo nel garantire agli appassionati le piccole imperfezioni che soprattutto nel blues costituiscono una sorta di privilegio e ci riportano alle vecchie registrazioni analogiche o addirittura a quelle avventurose che si facevano sul campo, ma anche nel suo complessivo concepimento grafico. Questo cofanetto è, infatti, una piccola opera d’arte che costituisce un oggetto prezioso da collezionare o da regalare. Chi già conosce la versione in cd se la deve immaginare amplificata e concepita a libro, le cui pagine sono appunto gli Lp rivestiti in cartone spesso di colore carta da pacco, le cui immagini di copertina ripropongono la stessa grafica utilizzata dalle vecchie etichette come la Okeh, la Paramount o più recentemente dalla Biograph e dalla Yazoo. Una meraviglia da sfogliare o semplicemente da guardare cui segue il booklet di 36 pagine che contiene una lunga e approfondita introduzione, le biografie e le fotografie a grandezza Lp che ritraggono i 24 bluesmen che suonano nei vari brani. Sono proprio queste fotografie originali, in gran parte seppiate, che costituiscono la preziosità di questo cofanetto: primi piani o in posa artistica, originali, che servivano alle case discografiche per la pubblicità dei loro artisti e che ora, se estrapolati, costituiscono una magnifica galleria della Storia del blues. Ma non è tutto perché la vera chicca è contenuta nella sacca della terza di copertina che raccoglie sei cartonati illustrati dal celebre cartoonist Christoph Mueller che, molto prossimo alla vena artistica di Robert Crumb, al punto da poterla facilmente confondere, ripropongono in bianco e nero le vecchie copertine dei 78 giri di blues come Love in vain di Robert Johnson, Boogie Chillen di John Lee Hooker, Dust My Broom di Elmore James & Sonny Boy Williamson, Rolling stone di Muddy Waters, I Got to go di Little Walter e Commit a crime di Howlin Wolf.
 
Un acquisto che vale il costo e che rappresenta per gli appassionati una vera chicca da collezionare.

 
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