Dirty Projectors

David Byrne & St. Vincent

C’erano Tyondai Braxton dei Battles e Kieran Hebden dei Four Tet. C’era M.I.A. ed era insolitamente sobria nella sua salopette scura con macchina fotografica a tracolla. E c’erano loro due, David Byrne e Annie Clark. Era la sera dell’8 maggio 2009 e i Dirty Projectors si esibivano per beneficenza con Björk sul palco dell’Housing Works Bookstore Café di Manhattan, dando prova di quel che può succedere quando due talenti diversi e formidabili s’incontrano, interagiscono, si fondono fino a parlare lo stesso linguaggio. David e Annie hanno preso nota.

La grande meraviglia indie

Image: 

Chi ha allevato questa generazione vacua? Esistono terre inesplorate piantonate da sentinelle dell’immaginazione? Lo schiavo può ribellarsi al padrone se la sua pistola non ha il grilletto? C’è terra da ballare oltre queste pianure al cianuro? La bellezza è irresponsabile? Swing Lo Magellan è un disco di domande irrisolte e di immagini enigmatiche. È un album di canzoni sulla vita, la morte e l’amore.

Dirty Projectors

È la più cupa delle profezie. Le fiamme divampano, il buio s’insinua come un mostro immateriale, il silenzio zittisce la musica. È l’inizio del nuovo, sorprendente disco dei Dirty Projectors. Nei successivi 40 minuti si disseminano altre immagini d’angoscia, dubbio, morte. Forse perché l’album è stato composto in un eremo nei boschi a nord di New York, d’inverno, in una solitudine desolante. Forse perché il mondo, là fuori, si sta sgretolando e gli artisti – i grandi artisti – trasformano in suono il tempo in cui vivono.

Subscribe to Dirty Projectors