Miles Davis

Martedì, 5 Febbraio, 2019
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Di questi tempi rock e cinema stanno flirtando sempre più spesso, come testimoniano tre documentari proiettati in questi giorni al Sundance Film Festival 2019

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Ad Alton, Illinois, nasce il grande Miles Davis

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Santa Monica, California. Al St. John's Hopsital muore per infarto cardiaco Miles Davis

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Il canto del cigno di Miles Davis

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L’8 luglio del 1991 Miles Davis fa la sua ultima apparizione al Montreux Jazz Festival. Si tratta di un’esibizione speciale: il trombettista, pur non essendo incline per natura a guardarsi indietro e celebrare il passato, accetta di riproporre alcune celebri pagine della sua collaborazione con Gil Evans mantenendo fede agli arrangiamenti originali e affidando la direzione dell’orchestra a Quincy Jones.

La lost band di Miles Davis

È il 25 luglio del 1969 e a Juan-Les-Pins, una delle località più chic della Costa Azzurra, accade qualcosa di speciale. Sul palco, il quintetto di Miles Davis, con Wayne Shorter, Chick Corea, Dave Holland e Jack DeJohnette. Quando la musica parte, bastano poche note per capire che nel jazz, da quel momento in poi, nulla sarà più come prima… Ve ne accorgerete ascoltando il box Live in Europe 1969. The Bootleg Series vol. 2, secondo capitolo della meritoria operazione sugli inediti dal vivo che la Sony dedica a Miles Davis.

Jimi Hendrix = Miles Davis = Igor Stravinskij

Lo sentite questo rumore? Lo udite anche voi questo fragore di macerie? È il crollo dei muri che dividevano i generi musicali e ingabbiavano pensieri e desideri. È il suono che si ribella alle etichette, terremotando i confini artificiali che abbiamo costruito. È la natura della musica che si prende la rivincita sulle teorie. È nell’aria: un numero sempre maggiore di artisti maneggia materiali provenienti da vari mondi sonori e basa la propria opera su questa splendida indeterminatezza. Ogni disco, una piccola spallata al muro.

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