recensione album

Noel Gallagher's High Flying Birds

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Nell’anno in cui ha fatto il suo debutto da solista il fratello Liam (che abbiamo recensito qui), è uscito anche il terzo album dei Noel Gallagher’s High Flying Birds. Noel è da sempre il fratello più creativo dei due e ha voluto confermarlo in questo disco, affidando la produzione al DJ e musicista David Holmes (che negli anni ha remixato brani di U2, Doves, Manic Street Preachers e Primal Scream).

Neil Young + Promise of the Real

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Neil Young è da sempre un artista decisamente prolifico, con tantissimi album pubblicati e quasi altrettanti registrati, scartati ed eventualmente recuperati. Quest’anno non è da meno, con due album all’attivo: il disco acustico Hitchhiker (che abbiamo recensito qui) registrato nel 1976 e tenuto nel cassetto fino ad ora e il nuovo album di inediti The Visitor.

Morrissey

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Gli ultimi anni sono stati particolari per Morrissey, tra alti (l’autobiografia e il bel disco del 2014 World Peace Is None Of Your Business) e bassi (il romanzo List Of The Lost e i vari commenti su Brexit, UKIP e polizia di Roma). Tutto sommato, per un artista da sempre abituato ad essere controverso, sono stati semplicemente anni emblematici del suo carattere.
 

Robert Plant

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Se negli anni ’80 e ’90 la carriera solista di Robert Plant deluse molti, rimanendo troppo legata al peso dell’eredità dei Led Zeppelin, nel nuovo millennio è emerso un artista ritrovato, capace di unire folk, blues, rock psichedelico, R&B e influenze africane e mediorientali.
E grande merito va senz’altro anche al gruppo di musicisti che lo accompagna ormai da un po' di tempo, i Sensational Space Shifters.
 

The Horrors

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Dal loro esordio, avvenuto esattamente dieci anni fa, in cui fondevano garage rock e punk, gli Horrors hanno mutato genere di album in album fino ad arrivare al loro quinto lavoro, chiamato semplicemente V.
 
Se si dovessero ascoltare in fila l’album di debutto Strange House del 2007 e questo nuovo album, si potrebbe pensare al lavoro di due band completamente diverse, tale è stato il cambiamento.

Liam Gallagher

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Dallo scioglimento degli Oasis nel 2009 ad oggi, mentre la carriera solista di Noel Gallagher è decollata, Liam Gallagher è rimasto piuttosto un outsider. I due album con i Beady Eye non hanno ottenuto grandi riscontri e la sua vita privata ha visto momenti difficili, tra cui un costoso divorzio.
 

Sparks

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Negli ultimi 10 anni gli Sparks hanno ampliato la loro rete di stravaganze, con tour bizzarri, concerti in cui hanno eseguito dall’inizio alla fine ogni singolo album e la curiosa collaborazione con i Franz Ferdinand del 2015 per l’album FFS. Mancava però dal 2009 un album in puro “stile Sparks” e a questo rimedia il nuovo Hippopotamus.
 
Come di consueto la band spazia, nell’arco delle ben 15 tracce, tra pastiche di glam rock, synth pop, dance, musica teatrale, commedia e tanta ironia “camp”.

Neil Young

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Un periodo di nove mesi senza un disco nuovo e una pausa dall’attività live ha probabilmente concesso a Neil Young il tempo per ripescare dal passato delle registrazioni acustiche, che in tempi ed arrangiamenti diversi aveva pubblicato negli anni nei suoi album.
Hitchhiker rappresenta una svolta nella serie di uscite “d’archivio” di Neil Young, poiché non si tratta, come accade di solito, di un live d’epoca, bensì appunto di 10 canzoni in studio che provengono da un’unica sessione dell’11 agosto 1976.

Ride

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Forse in pochi lo avrebbero immaginato a metà anni '90, ma lo shoegaze, al tempo spazzato via prima dal grunge e poi dal britpop, 20 anni dopo è tornato di moda. Oltre ai diversi artisti che negli ultimi anni ne hanno ripreso i suoni e le atmosfere, alcune band storiche del genere si sono riformate, non ultimi i Lush, gli Slowdive e infine i Ride.
 
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