recensioni

Pennywise

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Trent’anni di carriera e non sentirli. Nati dall’ondata punk-hardcore californiana degli 80’s, i Pennywise restano ancora una delle band più importanti ed influenti di questo genere; questo concetto è ulteriormente rafforzato da Never Gonna Die, nuovo album dei quattro di Hermosa Beach, e disco dove il cantante Jim Lindberg torna anche in fase di composizione (il precedente Yesterdays conteneva per lo più b-sides), dopo un periodo di pausa, dal 2009 al 2012, dove si allontanò dal gruppo. 
 

Stone Temple Pilots

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Quante ne hanno passate gli Stone Temple Pilots? Tante. La loro carriera è stato un susseguirsi di eventi, tra cui scioglimenti e reunion, licenziamenti di figure storiche come Scott Weiland, sostituito poi dal compianto Chester Bennington dei Linkin Park, ma soprattutto sette dischi e un’impronta importante lasciata nella scena rock degli anni '90. Uniche costanti, i fratelli DeLeo al basso e chitarra ed Eric Kretz alla batteria, vere colonne portanti della band californiana. 

Judas Priest

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Per chi scrive di musica, il metal è da sempre un terreno minato; è uno di quei generi i cui seguaci tendono spesso a dar giudizi netti e privi di ogni sfumatura. Ma una cosa è certa: Firepower, il nuovo disco dei Judas Priest, metterà d’accordo tutti, perché siamo di fronte a un candidato miglior disco dell’anno, almeno per quanto riguarda il loro genere.
 

Punkreas

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“Sono come il vino; più invecchiano e di conseguenza migliorano”, “30 anni di carriera e non sentirli”. Sui Punkreas potremmo dirne tante di ovvietà, ma una cosa è certa: raramente deludono. A quasi due anni dall’uscita de Il lato ruvido, la punk-rock band dell’hinterland milanese torna con un nuovo album, o meglio, un EP, intitolato Inequilibrio, e pubblicato da Garrincha Dischi in collaborazione con Canapa Dischi.
 

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