Josh Homme se ne sta appoggiato di schiena al muro di un corridoio in qualche backstage; una gamba è piegata a sostenere la chitarra acustica; si accende la sigaretta e intona This Lullaby, mentre sullo schermo scorrono immagini risalenti all’intera storia delle regine dell’età della pietra. È l’epico inizio del dvd allegato al cd audio Over The Years And Through The Woods, primo live ufficiale della band californiana. Si tratta di un’operazione importante e ampiamente esaustiva, incentrata sugli show tenuti nell’estate 2005 a Londra, rispettivamente alla Brixton Accademy e al Kokos Klub, da cui sono estratte la maggior parte delle performance. Unico appunto alla confezione, priva di note e della scaletta (alcune canzoni sono presenti sia in versione audio che video, però sulla copertina sono indicate senza distinzione: in questa pagina trovate la scaletta del dvd), ma per il resto qui il fan di lunga data avrà di che leccarsi i baffi (perché due volte su tre il fan di lunga data ce li ha, i baffi).
Nel cd si può ascoltare una band in ottimo stato di forma, ben rodata dopo mesi del tour di Lullabies To Paralyze, e quindi non mancano i momenti interessanti lungo i 74 minuti di durata: la versione potentissima di Mexicola o il doppio assolo in parallelo di Regular John, in cui Homme e Van Leeuwen giocano col pedale del volume, l’alterco di Homme con un fan che gli lancia oggetti addosso, cui (non) è dedicata quella I Wanna Make It With Chu tratta dalle Desert Sessions Vol. 8 & 9, l’inedita The Fun Machine Took A Shit And Died, la conclusione affidata alle devastanti Song For The Deaf e No One Knows, dilatate fino all’inverosimile, che lasciano il posto a una conciliante Long Slow Goodbye.
Ancora meglio – perché rappresenta quanto di più vicino a un concerto dei QOTSA si possa avere tra le mani – il dvd allegato, un collage di riprese dal vivo tratte dai suddetti show londinesi cui si affiancano immagini in studio, interviste, dietro alle quinte e una manciata di siparietti divertenti: l’ammissione di Josh a un medico della sua inguaribile nicotino-dipendenza, l’ambizione di Nick Oliveri di piazzare un microfono che registri lo sciacquone del wc o l’incontro a tarda notte in un vicolo buio di tre ubriachi, uno dei quali mascherato. Ottima la regia di Chapman Baehler, perfetta controparte visuale alla sporcizia sonora delle regine; in particolare risultano molto suggestive le immagini sgranate del concerto al Kokos, riprese in S8. Nel video risaltano ancora di più il timbro debordante delle chitarre, le occasionali capatine alla lap steel di Alain Johannes che, ad esempio, acuiscono gli spigoli psichedelici di You Can’t Quit Me Baby, l’invidiabile livello di potenza e precisione raggiunto dietro alle pelli da Joey Castillo (anche se, per quanto mi riguarda, Grohl è irraggiungibile). Trascurabile, invece, l’apporto di Natasha Shneider alle tastiere, come d’altra parte già si era potuto costatare nella più recente discesa del gruppo in Italia. Un’ora e quaranta di quella che, ad oggi, è la migliore hard rock band del pianeta. Impressione rafforzata anche dalla perfetta interazione dei musicisti sul palco che, sovente, si scambiano strumenti e sorrisi reciprochi. A quanti ancora non si siano ripresi dallo shock per il divorzio con Oliveri, poi, suggerirei di ascoltare con attenzione Johannes: la statura musicale di quest’ultimo è infinitamente superiore a quella del punk barbuto, anche se non c’è storia quanto a carisma e presenza scenica. Come se non bastasse, ricchissima la sezione dei bonus: oltre alla scelta del formato audio, si possono selezionare brani dal vivo suddivisi per ordine cronologico. È qui che si può assistere al gruppo agli esordi di fronte a una folla esigua, a Nick Oliveri completamente nudo sul palco, alla fortunata collaborazione con la belva Dave Grohl (semplicemente incontenibile in Hangin’ Three) e a un Mark Lanegan costantemente aggrappato all’asta del microfono, per finire con gli assoli di Billy Gibbons in Burn The Witch e Precious And Grace. Ottima qualità audio e video. Imprescindibile per chi abbia mai desiderato perdersi tra le sabbie del deserto.
