15/05/2007

Leo Kottke/Mike Gordon

Clone – Private Music/Bmg

Il più grande chitarrista acustico vivente e il bassista della jam band più creativa del mondo insieme per la prima volta: come non avere grandi aspettative? Diciamolo subito: il risultato è pari se non forse addirittura superiore alle attese.

Uscito lo scorso inverno negli Usa, Clone viene oggi pubblicato anche in Italia. Per la delizia degli appassionati che finalmente possono godersi le invenzioni creative di un duetto eccentrico ma al tempo stesso assolutamente efficace. Apprezzabile, per altro, non solo dagli appassionati dell’inimitabile fingerpicking (per sei e dodici corde) del talentoso chitarrista di Athens, Georgia. Ma nemmeno unicamente dai fan dei Phish. Leo Kottke e Mike Gordon, insieme, danno infatti vita a un esperimento di musica nuova (ma con radici antiche) piena di complicità tecniche e artistiche in grado di trasmettere delicate emozioni ma soprattutto tanto divertimento.

È la prima volta (in oltre 30 anni di carriera e con ben 25 album all’attivo, compilation escluse!) che il leggendario Kottke decide di registrare un album in coppia con qualcun altro ed è anche la prima volta che Mike Gordon incide un disco (per così dire) solista. Eppure, se ascoltate le 14 tracce dell’album sembra che i due siano nati per suonare insieme. Il basso ‘obliquo’ di Gordon, accompagna la formidabile acustica di Kottke con elegante rispetto ed efficace sottomissione. E con altrettanto buon gusto e originalità. Aggiungendo, qua e là, spruzzatine di percussione e qualche seconda voce, come nella divertente e surreale From Pizza Towers To Defeat, nella davvero straordinaria Car Carrier Blues o nella più convenzionale I Am A Lonesome Fugitive, un brano che sembra uscito dal songbook di Johnny Cash. La voce profonda, cavernosa di Kottke (spesso al centro di dibattiti tra i suoi ammiratori) è però di fatto un elemento d’identità artistica quasi pari al suo celebre e solidissimo picking. Chitarrismo che, come sempre peraltro, è elemento centrale anche di questo progetto. E che assume toni addirittura celestiali quando Leo imbraccia la sua Taylor 12 corde sulla quale ricama sonorità straordinarie grazie al suo eccezionale tocco e alle sue inusuali accordature aperte. Sentite June, brano-manifesto dell’album, uno strumentale davvero bellissimo capace di incantare persino l’ascoltatore più distratto o la funkeggiante, superlativa Disco per capire di cosa stiamo parlando. Piacciono anche alcune composizioni di Gordon (come la title-track, molto nella vena artistica dei Phish) così come la ‘spaziale’ Clay che ricorda molto (come sviluppo melodico e come tipo di atmosfera) le composizioni di Trey Anastasio.

“Quando nell’inverno del 1999 ho saputo che Kottke avrebbe suonato nella mia città, a Burlington, nel Vermont”, ricorda Mike, “ho pensato che quella fosse un’occasione da non perdere. Io e Trey lo abbiamo avvicinato dopo il concerto”.

Dopo sei mesi, Kottke chiama Gordon. “Nel corso della carriera ho suonato con tantissimi musicisti. Ma non ho mai avuto la sensazione, come con Mike, di suonare insieme a qualcuno che fosse in totale sintonia con me: è stato come produrre note all’unisono. Di Mike apprezzo anche l’originale modo di scrivere testi. E anche quello di porsi nei miei confronti.”

“È stato un processo naturale”, continua Gordon, “ammiro Leo Kottke da sempre: è un mio idolo. Ho studiato le sue canzoni, il suo stile e mi sono divertito spesso ad accompagnare i suoi dischi con il mio basso acustico.”

“Mi sono stupito”, ci tiene a precisare Kottke, “perché siamo anche riusciti a scrivere dei pezzi insieme: come June, ad esempio di cui vado davvero orgoglioso.”

Tra gennaio e giugno 2002, in tre diverse session registrate nel piccolo studio di Paul duGré a Burbank, California, Leo e Mike hanno realizzato il loro piccolo gioiellino acustico. Che tra schegge folgoranti di fingerstyle acustico (come la strepitosa Strange, un minuto e tredici secondi di poesia chitarristica a livello assoluto) o duetti stravaganti che verranno certamente apprezzati dai Phishmaniacs (Arko, Whip, The Collins Missile) diverte, emoziona, incuriosisce, intrattiene.

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Voto: 8
Perché: è un duetto riuscitissimo tra una leggenda della chitarra acustica e il bassista della jam band più apprezzata. Quattordici brani divertenti e appassionanti.

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