11/03/2026

Matrilineare: Piergiorgio Pardo e le cantautrici

Minimum Fax pubblica il nuovo ‘romanzo collettivo’ sulla canzone d’autore femminile

 

Sin dai tempi del primo libro sulle controculture giovanili, passando attraverso gli speciali di Radio Popolare fino all’ottimo Un gusto superiore, Piergiorgio Pardo si è sempre rivelato abile nell’entrare tra le pieghe dei fenomeni musicali. Con cultura, garbo e sensibilità ma senza abdicare alla necessità di un pensiero forte all’insegna della resistenza culturale, l’autore milanese torna in libreria con un testo quanto mai pertinente in questo periodo storico, ma che arriva da lontano. Si chiama Matrilineare. La musica italiana nelle parole delle cantautrici, lo pubblica Minimum Fax. Ne parliamo con lui.

 

Arriva da lontano, caro Piergiorgio, Matrilineare. Da lontano non solo perché la canzone d’autore femminile è per te materia di studio da tempo, ma anche perché il libro è stato preceduto da speciali di Radio Popolare che curasti proprio su questo argomento. Tutto ciò mi fa pensare che si tratta di un tema da te molto sentito, come mai?

Credo nasca dal modo in cui vivo questo periodo storico. La mia sensazione è che fino a tutto il periodo di rinascita, più illusoria che reale, seguito alla pandemia, abbiamo goduto di un’era di apertura alle forme di pensiero divergente che man mano arte, cultura e società andavano proponendo. Le città mi apparivano magari in affanno economicamente, ma animate da una certa curiosità di rilanciare la propria identità occidentale declinandola in forme nuove. In questo senso un saggio come Tutte storie di maschi bianchi morti di Alice Borgna è stato una lettura fondamentale. Sono partito da lì. Borgna parlava di cultura classica e della necessità di rivivere quel patrimonio per avvicinarlo alla complessità del mondo attuale, mentre le nostre “sono solo canzonette”, certo. Però è anche vero che nel pop italiano nulla è altrettanto classico, altrettanto maschile-singolare quanto il nostro cantautorato. E invece quella brezza di cambiamento ha aperto spazi di ascolto a tutta una generazione di nuove musiciste che hanno rimesso in gioco la canzone d’autore, ne hanno allargato la palette espressiva, scoprendo anche forme di profondità inesplorate.

Ho voluto andare alla ricerca dei precedenti di questa fioritura, collocarli nei loro contesti di riferimento, studiare come erano stati accolti. Quando ho cominciato a lavorare al libro mi sentivo curioso, ottimista e contento di avere una nuova ragione per scoprire musica, amarla e comprare dischi nuovi, vecchi e vecchissimi. Ora che, per mille ragioni, è tornato a spirare ovunque un vento conservatore, che rilancia le ragioni del patriarcato spesso in modo subdolo, l’entusiasmo si è trasformato in tenacia. Gli spazi d’ascolto di cui stiamo parlando vanno riconosciuti e preservati, e soprattutto devono continuare a crescere, perché la strada è ancora lunga. La vivo come una resistenza culturale, una sorellanza intersezionale con le autrici e, visti i tempi, anche come una forma di impegno politico.

 

Il tema del femminile nella canzone italiana gode di una discreta trattazione, dalla Donna canzonata di Meri Franco-Lao negli anni ’70 alle indagini tra pop e filosofia di Claudio Sottocornola, la chiave di volta del tuo lavoro invece qual è?

Mi piace ricordare Un palco tutto per lei di Irene Ghiotto, con un approccio cronologico, e Iconiche del Collettivo La cantautrice, uscito contestualmente al mio, che è invece un canzoniere. Donna Canzonata è un libro bellissimo che racconta come le donne sono viste nelle canzoni, non ciò che le donne vedono attraverso le proprie canzoni. Sottocornola è un prezioso interprete che eleva i testi al rango di lenti attraverso le quali leggere i fenomeni del mondo. Matrilineare nasce da presupposti diversi. Nel libro sono le donne stesse a raccontare la realtà e la musica attraverso le loro parole. Io mi sono limitato a dialogare con loro, ad ascoltare le loro opinioni, percorsi di vita, aspirazioni, visioni del mondo, non solo quello musicale. Poi, guidato e stimolato dai loro input, ho provato a ricostruire una storia della musica leggera italiana diversa da tante altre che sono state raccontate, una storia che passasse attraverso le opportunità date o negate alle musiciste italiane e censisse i movimenti culturali e i contesti sociali in cui nei decenni tante autrici si sono espresse. Considero Matrilineare un romanzo collettivo i cui dialoghi sono quelli fra me e le autrici.

 

Maria Monti, Nada e Jenny Sorrenti sono nomi centrali per l’impalcatura del tuo saggio, ma se volessimo andare ancora più indietro potremmo citare Donatella Moretti e Giovanna Marini, in tempi non sospetti autrici di due seminali concept album. Mi viene da pensare che la storia della nostra canzone andrebbe probabilmente riscritta proprio in chiave femminile, che ne pensi?

Sono d’accordo. Nel mio piccolo ho provato a farlo.

 

Torniamo agli anni ’70 di Jenny Sorrenti, una delle rare donne in un panorama molto maschile, anche in Italia. Come mai in epoca di liberazione e rivoluzione sessuale, il rock era ancora un ambiente mascolino?

Non solo mascolino, ma anche maschilista. In Italia come altrove, nel mondo della musica come in qualunque altro settore di lavoro e di vita. Certo gli anni ‘70 furono un’epoca di creatività anche esistenziale meravigliosa e irripetibile, ma il maschio bianco cisgender non era davvero pronto a mettere in discussione i propri privilegi. Il gender gap è una sperequazione di segno antropologico che siamo ancora ben lontani dal colmare, anche se tanta strada è stata fatta. Come dicevo, parte dei traguardi conseguiti sono tornati oggi ad essere oggetto di livore reazionario da parte di alcuni attori della politica, della società e della cultura. Bisogna stare all’erta, non abbassare la guardia, essere “woke”, per dirla con una parola che oggi viene spesso ingiustamente demonizzata e declassata a moda e vezzo radicale e che invece, se vissuta e applicata con equilibrio, si traduce in consapevolezza e attenzione. Due cose di cui avremmo invece un grande bisogno.

 

Andando avanti si trovano figure più dirompenti – anche visivamente, fisicamente – come Loredana Bertè, Rettore o Gianna Nannini. Cosa accade alla canzone femminile a cavallo tra i due decenni?

Era subentrata l’epoca dei femminismi culturali, i movimenti giovanili, superato il giro di boa del ’77, avevano dato origine a forme nuove, esperimenti linguistici e ad una vera e propria rivoluzione del gusto che riuscì ad espugnare e contaminare anche la cultura mainstream. Le autrici che hai citato avevano vissuto le loro gavette nel movimento underground, conoscevano la realtà internazionale e la guardavano con interesse. Ebbero tutte e tre il coraggio di esprimere una sessualità femminile affrancata dalla maternità. Il concetto veniva dagli anni ’70 certo. Ma era cosa degli anni ‘80 trasformarlo in gesto simbolico, prassi artistica, estetica della provocazione. Loredana Bertè portò a Sanremo ’86 una vera performance insieme celebrativa e dissacratoria sulla maternità, indossando una pancia finta da puerpera e cantando un pezzo come Re, Rettore è autrice non solo di una canzone sul membro maschile, ma anche di una fantasia queer come Splendido splendente, Gianna Nannini mise in mano un dildo alla Statua della Libertà. Il femminismo culturale si traduceva in rivoluzione dei linguaggi e di questo processo l’Italia reduce dagli anni di piombo era tra le punte di diamante a livello planetario.

 

Margherita Vicario, Daniela Pes, La Niña. Tre nomi lontani ma vicini e utili per raccontare la musica italiana degli ultimi dieci anni. Esiste una “politicizzazione” nel linguaggio di artiste contemporanee o le prese di coscienza nel loro songwriting hanno una diversa natura?

Non parlerei di politicizzazione, perché sarebbe riduttivo. Se però si dà un valore civile, o politico nel senso più alto e universale del termine, alla loro presenza e alla loro arte, si può risalire ad un elemento comune che emerge anche dalle interviste e che è un segno positivo dei tempi. Sono tre musiciste che hanno riscosso grandi consensi imponendo ciascuna una ricerca personale, non omologata, svincolata dai dettami dei circuiti commerciali. Ciascuna di loro è una voce unica e distinguibile a partire dalla propria autorialità. Ciascuna è un progetto artistico complesso il cui controllo non viene demandato ad altri, ma gestito in prima persona e centrato sulle peculiarità del proprio universo espressivo.

 

Matrilineare offre una bella e valida panoramica delle donne in musica. Se volessimo trovare un tema centrale, una sorta di filo rosso, che accomuna la scrittura di vecchie e nuove protagoniste, quale potrebbe essere?

Una visione del mondo “matrilineare”, nel senso di divergente rispetto ad ogni forma di suprematismo di un essere umano sull’altro, di una sola specie sulle altre. L’idea che l’autodeterminazione sia una conquista necessaria per ogni persona, ma che non si realizza a discapito di altri modelli di esistenza, espressione, socialità.

 

La canzone femminile del futuro in che modo farà i conti con l’Intelligenza Artificiale e le possibilità offerte dalla tecnologia?

Tutte le autrici intervistate hanno, ciascuna a proprio modo, elaborato strategie per avvalersi della tecnologia al fine di potenziare la propria autonomia e riservare al processo creativo spazi di sperimentazione autogestiti. Il rapporto fra musiciste e tecnologia non è noto come dovrebbe. Ci si dimentica facilmente di pioniere come Clara Rockmore, Delia Derbyshire, Pauline Oliveros e si tende troppo spesso a dimenticare le competenze di personaggi come Laurie Anderson, Kate Bush, Bjork, in materia di tecnologia. In una intervista una volta Kate Bush disse che tutto ciò che faceva, canto, pianoforte, elettronica, danza, pittura era “Conseguenza della sua attività di autrice”.

Mi sembra un modo perfetto per assicurarsi che l’intelligenza artificiale rimanga strumento, lasciando all’essere umano il fascino letteralmente incalcolabile della sua fragilità.

Piergiorgio Pardo - Matrilineare

On demand

Iscriviti alla Newsletter

Vuoi rimanere sempre aggiornato su rock e dintorni? Iscriviti alla nostra newsletter
per ricevere tutte le settimane nuovi video, contenuti esclusivi, interviste e tanto altro!