Kings Of Leon a Milano, il ritorno in Italia dopo nove anni con una scaletta tra classici e nuovi brani
Brani degli esordi, grandi successi e pezzi più recenti per la band a Fiera Milano Live
Ci sono voluti nove anni per rivedere in Italia i Kings Of Leon e allora il gruppo dei tre fratelli Caleb, Jared e Nathan Followill e del cugino Matthew Followill è tornato ieri sera nel nostro Paese a Fiera Milano Live. Se da una parte i brani, soprattutto quelli dei primi album, conservano un’immediatezza quasi istintiva, dall’altra il suono rimane sufficientemente curato da non sacrificare mai il carattere genuinamente live della performance, con un groove e una solidità che rimangono intatti per tutta l’ora e tre quarti circa del concerto, compreso il supporto di Liam O’Neil (tastiere, percussioni, cori) e Timothy Deaux (chitarra ritmica, percussioni, cori).
L’apertura con Slow Night, So Long, pezzo che apre il secondo album Aha Shake Heartbreak (2004), è quasi una dichiarazione d’intenti. Nessun ingresso affidato a uno dei grandi singoli radiofonici, ma un tuffo nelle radici più istintive del gruppo. L’energia degli inizi riaffiora subito anche in The Bucket e più avanti in Molly’s Chambers, due brani che conservano intatta l’urgenza e la spontaneità dei primi lavori, ricordando da dove è iniziato il percorso della band.
Per i cori del pubblico non bisogna attendere Use Somebody, che poco prima della metà della scaletta trasforma il bisogno di vicinanza raccontato nel testo in uno dei momenti più partecipati della serata; già Waste a Moment, infatti, viene accompagnata da numerose voci dei presenti, un coinvolgimento che si ripete anche durante Wait For Me e con la più recente Split Screen, e che accompagnerà idealmente la band per gran parte del concerto.
Particolarmente significativa la sequenza composta da Fans e Back Down South. La prima suona come un ringraziamento verso chi ha sostenuto la band ben prima dell’esplosione mondiale di Sex on Fire; la seconda recupera invece il legame con il Sud degli Stati Uniti e con le proprie radici familiari, tema ricorrente nella produzione dei Followill fin dagli esordi. In mezzo ai brani più noti, sono proprio questi episodi a dare una diversa sfumatura alla scaletta.
Nella parte finale del concerto è invece Pyro a regalare uno dei momenti emotivamente più intensi della serata, grazie a un crescendo che coinvolge progressivamente l’intera area di Fiera Milano Live.
Black Thumbnail chiude con grande impatto il set principale, mentre il bis si apre con To Space, unica concessione di EP #2, ultimo lavoro dei Kings Of Leon, e trova il suo vertice in Knocked Up, lunga e ambiziosa traccia tratta da Because of the Times, che dal vivo acquista ulteriore respiro.
A conclusione definitiva della serata arriva poi Sex on Fire: un finale inevitabile e giustamente prevedibile, ma ancora capace di trasformare migliaia di voci in una sola.
Alla fine si spera solo di non dover attendere altri nove anni per rivederli in Italia.
Scaletta:
Slow Night, So Long
Waste a Moment
Find Me
On Call
Radioactive
The Bucket
Revelry
Manhattan
Use Somebody
Wait for Me
Split Screen
Closer
Molly’s Chambers
Razz
My Party
Supersoaker
Fans
Back Down South
Seen
Pyro
Black Thumbnail
Bis:
To Space
Knocked Up
Sex on Fire
