14/07/2026

CPM, da ottobre arriva “Sento dunque Suono”: la formazione musicale passa anche dalle emozioni

Presentato da Franco Mussida il nuovo percorso di Formazione Musicale Integrale (FMI) che affiancherà i programmi ministeriali: ricerca, nuove tecnologie didattiche ed educazione emotiva al centro del progetto

 

Non solo tecnica, teoria ed esecuzione, ma anche consapevolezza emotiva, ascolto di sé e capacità di comprendere gli effetti della musica sulle persone. È questa la novità presentata dal CPM Music Institute di Milano con “Sento dunque Suono“, il nuovo progetto di Formazione Musicale Integrale (FMI) ideato da Franco Mussida, che da ottobre entrerà a far parte dell’offerta formativa dell’istituto affiancando i programmi ministeriali.

Presentato nella mattinata di oggi, 14 luglio, nella sede del CPM di Milano, il progetto nasce da un lavoro di ricerca iniziato decenni fa e sviluppato negli ultimi anni all’interno del Dipartimento di Ricerca dell’istituto, coinvolgendo anche gli studenti del Biennio.

“La musica è il mezzo più evoluto per la comunicazione delle emozioni. Il musicista lavora con le emozioni e tra i suoi compiti c’è quello di suscitarle, governarle, trasmetterle e rendersi consapevole del proprio lavoro”, ha spiegato Mussida durante la conferenza stampa. “Il musicista, oltre a essere un artista, un creativo e un performer, è anche, se non soprattutto, un meteorologo dell’umore proprio e altrui”, ha aggiunto. Per questo, ha sottolineato, il musicista contemporaneo “non può essere soltanto un programmatore”, ma deve intraprendere “un percorso di conoscenza e autoconoscenza”.

Secondo il fondatore del CPM, la Formazione Musicale Integrale amplia il tradizionale insegnamento musicale affiancando allo studio teorico e tecnico un lavoro strutturato sulla dimensione emotiva e immaginativa. “Per noi il musicista del terzo millennio è un musicista consapevole”, ha affermato, spiegando che l’obiettivo è fornire agli studenti strumenti per comprendere non solo il linguaggio musicale, ma anche il proprio modo di viverlo e comunicarlo.

 

Le radici del progetto risalgono al 1987, quando Mussida avviò il primo laboratorio musicale in un carcere italiano, a San Vittore. Da quell’esperienza è nato un percorso di ricerca culminato nel progetto CO2 “Controllare l’odio”, sviluppato tra il 2013 e il 2019 in dodici istituti penitenziari italiani attraverso audioteche di musica strumentale organizzate per stati d’animo.

A raccontare quella sperimentazione è intervenuta anche Francesca Viacava, psicologa che ha affiancato Mussida nel progetto di ricerca sviluppato negli istituti penitenziari. “Abbiamo studiato come la musica fa quello che deve fare”, ha ricordato, ripercorrendo gli anni di lavoro svolti nelle carceri italiane insieme all’Università di Pavia. Ai detenuti veniva chiesto innanzitutto di interrogarsi sul proprio stato emotivo prima dell’ascolto, scegliendo poi brani capaci di accompagnare o modificare quel sentimento. Un percorso che, secondo i promotori, ha prodotto risultati significativi sul piano della consapevolezza personale, successivamente validati sul piano scientifico.

Da questa esperienza derivano alcuni degli strumenti che entreranno stabilmente nella didattica del CPM.

 

 Tra le novità illustrate figurano le audioteche organizzate in 27 stati d’animo, che da ottobre saranno disponibili anche agli studenti della scuola per sviluppare un “ascolto emotivo consapevole”.

Accanto a queste saranno introdotti nuovi strumenti didattici sviluppati internamente: applicazioni per facilitare lo studio del solfeggio e della lettura musicale, sistemi per l’intonazione vocale, metodologie ludiche dedicate all’armonia e un percorso che punta a collegare tecnica e immaginazione.

Nel corso della presentazione è stato illustrato anche un test sonoro per l’analisi del temperamento emotivo, sviluppato insieme all’Università di Pavia. Attraverso 72 stimoli musicali, il sistema restituisce un profilo basato sulle reazioni spontanee dell’ascoltatore ai diversi elementi del linguaggio musicale. Per il momento sarà riservato agli studenti del CPM e continuerà la fase di sperimentazione prima di un’eventuale apertura all’esterno.

 

Il progetto coinvolgerà anche i corsi preaccademici, nei quali sarà introdotto un percorso dedicato all’educazione emotiva e al dialogo con le famiglie. “L’obiettivo è aiutare anche i genitori a comprendere meglio i bisogni dei loro figli a partire dal loro sentire emotivo”, ha spiegato Mussida, illustrando un approccio che punta a fare della musica uno strumento di crescita personale oltre che artistica.

 

Con “Sento dunque Suono”, il CPM punta così a integrare la formazione tecnica con un percorso di educazione emotiva e consapevolezza, mettendo la conoscenza di sé accanto allo studio della musica come parte integrante della formazione del musicista.

Franco Mussida 3

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