09/09/2026

Al CPM Music Institute nasce la “Formazione Musicale Integrale”, il progetto di Franco Mussida per ripensare la figura del musicista

Da ottobre al CPM Music Institute la “Formazione Musicale Integrale” di Franco Mussida, tra consapevolezza emotiva, tecnica e sfida dell’intelligenza artificiale

Da ottobre il CPM Music Institute di Milano lancia la “Formazione Musicale Integrale (FMI)”, un nuovo modello didattico ideato da Franco Mussida, fondatore e presidente della scuola, e sviluppato all’interno del Dipartimento di Ricerca dell’istituto con il coinvolgimento degli studenti del Biennio. Il progetto nasce da una riflessione sul futuro del musicista in un momento in cui tecnologia e intelligenza artificiale stanno trasformando profondamente il modo di creare, produrre e vivere la musica.

Nella conferenza di presentazione tenutasi oggi nel teatro del CPM Music Institute, Mussida ha inquadrato il tema andando dritto al punto: non si tratta solo di un nuovo percorso formativo, ma di una riflessione sulla figura stessa del musicista. “Il mondo della musica popolare contemporanea e il modo in cui viene prodotta comincia ad avere delle qualità e delle caratteristiche che sembrerebbe poter fare a meno di una figura così importante e straordinaria come quella del musicista”, ha detto, aggiungendo che “il nostro compito, sia dal punto di vista intellettuale che di formatori, è informare le persone di quelle che sono le differenze sostanziali tra i prodotti commerciali che ci sono sul mercato”. Da qui la scelta di un tono non allarmistico ma consapevole: “Non dobbiamo difenderci da qualcosa, dobbiamo semplicemente rimarcare quali sono le differenze”.

Al centro del ragionamento di Mussida c’è l’idea della musica come esperienza autentica, contrapposta a una produzione sempre più fondata sul “ricordo” di suoni reali piuttosto che sulla loro presenza viva. “Dobbiamo incominciare a raccontare che la musica è un’esperienza vera, fisica, vitale e che se ci manca, ci manca qualcosa che fa crescere la nostra anima”, ha spiegato, descrivendo la musica come “un’esperienza fisica, un’esperienza intellettuale, un’esperienza emotiva, un’esperienza immaginativa e un’esperienza spirituale”. Nel comunicato diffuso dal CPM, questo concetto è sintetizzato in una frase che definisce l’essenza del mestiere: “Il mestiere del musicista è lavorare con le emozioni, tra i suoi compiti c’è quello di suscitarle, governarle e trasmetterle”. Durante la conferenza, Mussida ha mostrato dati concreti sull’impatto dell’intelligenza artificiale nella produzione musicale, illustrando un grafico sui caricamenti sempre più in crescita su Spotify, ma la sua conclusione non è allarmista: “La musica si farà e si farà sempre. Non c’è il problema, c’è il problema di comunicare la sua qualità”.

Il progetto FMI si fonda su quello che Mussida ha chiamato in conferenza “il triangolo della formazione musicale integrale”: consapevolezza intellettuale, cioè lo studio teorico degli strumenti e del linguaggio; consapevolezza degli effetti emotivi della musica; e consapevolezza degli effetti immaginativi. Come spiegato nel comunicato ufficiale, il modello unisce percorsi dedicati alla consapevolezza emotiva alla preparazione tecnica tradizionale, con l’obiettivo di aiutare gli studenti a sviluppare “una comprensione più profonda di quanto studiato e una maggiore conoscenza di sé, valorizzando il proprio modo di creare e interpretare la Musica”. Sempre Mussida, nella dichiarazione ufficiale, ha definito il musicista “oltre a essere un artista, un creativo e un performer… anche, se non soprattutto, un ‘meteorologo dell’umore proprio e altrui’”, sottolineando come la musica sia “il più evoluto tra i codici per la comunicazione emotiva” e “una lingua universale, un vocabolario sonoro da conoscere e sperimentare”.

Tra gli strumenti concreti presentati in conferenza c’è l’audioteca digitale sviluppata dal Dipartimento di Ricerca del CPM, organizzata in nove “famiglie emotive” e ventisette stati d’animo, accessibile tramite l’app MyCPM. Mussida ne ha illustrato il funzionamento dal vivo, facendo ascoltare alcuni brani strumentali e spiegando la logica alla base del sistema: “La musica ci fa provare tutto senza dover spiegare niente”, ha detto, distinguendo tra una modalità “a specchio”, in cui l’utente cerca musica che rispecchi il proprio stato d’animo, e una modalità “proiettiva”, pensata per raggiungere uno stato d’animo desiderato. Lo stesso strumento, ha ricordato, è già utilizzato in carcere e nella comunità di San Patrignano nell’ambito del progetto CO2 “Controllare l’odio”.

Il modello si estende dall’infanzia all’Alta Formazione universitaria: per gli studenti fino ai 13 anni prevede il coinvolgimento delle famiglie su tre assi – formazione musicale, educazione emotiva e dialogo familiare – mentre per la fascia 14-18 anni accompagna i ragazzi a riconoscere e nominare il proprio mondo emotivo in relazione alla musica. Tra gli strumenti didattici elencati nel comunicato figurano anche la tecnologia di lettura musicale Iper Read, giochi per lo studio di teoria e armonia, app per l’intonazione dei cantanti e un Test Temperamentale per la conoscenza della propria identità emotiva.

Formazione Musicale Integrale

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