Highway 61 Revisited - La svolta elettrica di Bob Dylan: da "profeta del folk" a "Picasso del rock"

30 agosto 1965: esce "Highway 61 Revisited", il disco della svolta elettrica di Bob Dylan, ma anche quello della sua dichiarazione d’amore per le radici nere di quella musica
Venerdì, 15 Gennaio, 2021
 
 

 
30 agosto 1965: esce Highway 61 Revisited, sesto album in studio di Bob Dylan.
È il disco della sua svolta elettrica, ma anche quello della sua dichiarazione d’amore per le radici nere di quella musica. Il titolo non è scelto a caso. La Highway 61 è chiamata “The Great River Road” perché, nei 2.264 chilometri di percorrenza da New Orleans sino alla linea di confine tra Minnesota e Canada, segue il corso del fiume Mississippi.
Negli anni '30 e '40, su questa strada sono transitati moltissimi musicisti afroamericani destinati a traghettare la “musica del diavolo” nelle metropoli del nord come Kansas City, Detroit o Chicago là dove nascerà il blues elettrico. Già, perché nel suo tratto più suggestivo e interessante (quello che va da Natchez, Mississippi, sino a Memphis, Tennessee) la Highway 61 attraversa la zona del Delta, quella cioè che viene giustamente considerata “la culla del country blues”. Per questo la strada è anche famosa con il nomignolo di “The Blues Highway”.
“La Highway 61 iniziava esattamente dove vivevo io: a Duluth, Minnesota”, ricorda Bob Dylan. “Ho sempre pensato che avessimo tanto in comune: l’ho percorsa mille volte e ho sognato di seguirla sin laggiù, nel cuore del Delta. È sempre stata la stessa strada, piena delle stesse contraddizioni, con le stesse minuscole cittadine... È parte del mio dna”.
Per questo, contro il parere di manager e discografici, Bob Dylan ha insistito per intitolare "Highway 61 Revisited", nome anche di un brano di quell’album, che trasforma il “profeta del folk” nel “Picasso del rock”.
 

Jam Balaya

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