Stevie Wonder chiude le celebrazioni dell’Obama Presidential Center
Sul palco per la festa di inaugurazione anche Bruce Springsteen, John Legend, Bono e Jennifer Hudson
È stato Stevie Wonder a firmare il gran finale della festa inaugurale dell’Obama Presidential Center di Chicago, trasformando un evento istituzionale in un’autentica celebrazione della musica e dell’impegno civile. La passione della famiglia Obama per la musica, d’altra parte, è ormai storia nota, così come la stima che negli otto anni del suo mandato l’ex Presidente degli Stati Uniti si è guadagnato da parte di tanti protagonisti del mondo dello spettacolo. Dunque, non c’è da meravigliarsi che la giornata, organizzata per l’apertura del nuovo polo culturale voluto da Barack e Michelle Obama nel South Side della città, abbia visto alternarsi sul palco artisti di generazioni e linguaggi musicali diversi, uniti da un messaggio di partecipazione, inclusione e speranza.
Dopo il discorso del presidente Obama, incentrato sul ruolo attivo della cittadinanza nella costruzione della democrazia, Bruce Springsteen è salito sul palco con la sua acustica per intonare Land of Hope and Dreams: “Hi, I’m Bruce”, ha ironizzato il Boss, consapevole di prendere la parola subito dopo il sentito discorso del Presidente. In testa alla line up si erano già esibiti i Roots e Jennifer Hudson, con la sua interpretazione dell’inno nazionale, seguiti da Eddie Vedder, Christina Aguillera e John Legend, che ha reso omaggio a Donny Hathaway con Someday We’ll All Be Free prima di unirsi a Common e al coro United Voices of Chicago per una coinvolgente esecuzione di Glory.
A tirare le fila del gran finale è stato Stevie Wonder, introdotto da Springsteen come uno dei suoi “grandi eroi”. La leggenda della Motown ha coinvolto il pubblico con i classici All I Do e Signed, Sealed, Delivered I’m Yours, prima di richiamare sul palco gli altri artisti per una corale esecuzione di Higher Ground. Un finale dal forte valore simbolico: proprio da Higher Ground gli Obama hanno tratto il nome della loro società di produzione, a testimonianza del legame tra cultura, partecipazione civica e visione del futuro che ha caratterizzato l’intera inaugurazione.
Con un cast che ha riunito alcune delle figure più influenti della musica internazionale, la celebrazione dell’Obama Presidential Center si è già trasformata in uno degli eventi culturali più significativi dell’anno, confermando, ancora una volta e se ce ne fosse bisogno, la capacità della musica di unire e alimentare dialogo e partecipazione collettiva.

