You Can Close Your Eyes – James Taylor, Joni Mitchell e la nascita di Greenpeace

Il 16 ottobre del 1970 Irving Stowe, avvocato americano trasferitosi in Canada, ha organizzato un concerto a Vancouver per raccogliere fondi a favore di un’organizzazione ecologista...
Mercoledì, 17 Giugno, 2020
 
Il 16 ottobre del 1970 Irving Stowe, avvocato americano trasferitosi in Canada, ha organizzato un concerto a Vancouver per raccogliere fondi a favore di un’organizzazione ecologista, il Don’t Make a Wave Committee, che ha fondato insieme ad alcuni suoi amici. Lo scopo è quello di finanziare il viaggio di un vascello che dalle coste del Canada si sarebbe diretto all’isola di Amchitka, nelle acque dell’Alaska, dove da qualche tempo il governo americano stava compiendo esperimenti nucleari. Una volta giunto nelle acque dell’isola, il vascello si sarebbe fermato per impedire gli esperimenti nucleare che in quel caso avrebbero rischiato di uccidere vite umane.
 
Irving Stowe ha pensato di invitare la sua amica Joan Baez che però non poteva partecipare all’evento, ma la stessa artista gli aveva suggerito di chiamare Joni Mitchell. La cantautrice canadese aveva accettato e aveva portato con sé il suo fidanzato dell’epoca, James Taylor, che in quel momento era in vetta alle classifiche. Il concerto fu fantastico, concluso da un duetto degno di quello stesso evento: una canzone per sola chitarra acustica e due voci, You Can Close Your Eyes, una ninna nanna romantica che James non aveva ancora inciso, ma che metterà nel suo album Mud Slime Slim and the Blue Horizon.
 
Il concerto fruttò poi i soldi necessari al viaggio di quel vascello che fu ribattezzato Greenpeace, così come poi l’organizzazione di Irving Stowe si chiamerà in quel modo. Nel giro di un anno il viaggio suo e dei suoi amici e tutto il rumore fatto dai media dell’epoca fecero in modo che il governo americano smettesse di fare esperimenti nucleari nell’isola di Amchitka. Nel frattempo, invece, You Can Close Your Eyes è nel repertorio ormai di ogni concerto di James Taylor, anzi, lui la usa quasi sempre per chiudere le sue esibizioni.
 

Jam Balaya

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