30/01/2021

“Dance Me To The End Of Love” di Leonard Cohen per il Giorno della Memoria

La storia di un quartetto d’archi costretto a suonare nei campi di concentramento, mentre cresceva tristemente il numero delle vittime del genocidio: da questa vicenda nasce “Dance Me To The End Of Love” di Leonard Cohen

 
Oggi, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria, una ricorrenza istituita nel 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell’Olocausto. La scelta è ricaduta su questa data perché il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono i superstiti sopravvissuti all’interno del campo di concentramento di Auschwitz.
 
Come sempre tanta musica è stata ispirata da vicende come quella dell’Olocausto: è il caso ad esempio di Dance Me To The End Of Love, brano del 1984 di Leonard Cohen che apre il suo album Various Positions. Dance Me To The End Of Love trae ispirazione dalla storia di un quartetto d’archi costretto a suonare nei campi di concentramento, mentre cresceva tristemente il numero delle vittime del genocidio.
 
“Suonavano musica classica mentre i loro compagni di prigionia venivano uccisi e bruciati – raccontava Leonard Cohen. – Così quella musica, ‘Fammi danzare verso la tua bellezza con un violino in fiamme’, sta ad indicare la bellezza della conclusione dalla vita, la fine dell’esistenza e dell’elemento passionale in quella conclusione. Ma è lo stesso linguaggio che usiamo per arrenderci al nostro amore, così non è importante che tutti conoscano la genesi della canzone, perché se il linguaggio viene da quella fonte passionale sarà in grado di abbracciare ogni attività passionale”.
 

 

 

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