Dead Poets Club – Poesia, Musica e Intelligenza Artificiale
Il nuovo progetto di Giovanni Favero, Roberto Turatti e Fulvio Muzio unisce creatività e tecnologia, reinterpretando in chiave contemporanea poesie di Blake, D’Annunzio, Rosalia de Castro e Catullo
Dead Poets Club è il titolo dell’EP, ma è prima di tutto il nome del progetto musicale formato da Giovanni Favero, Roberto Turatti e Fulvio Muzio. Giovanni Favero è pioniere nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata alla musica ed è autore di progetti culturali innovativi; Roberto Turatti è batterista, DJ ed è uno storico producer, considerato uno dei padri dell’Italo disco; Fulvio Muzio è compositore e musicista dei Decibel, nonché medico con esperienze in ambito psico-acustico.
Abbiamo incontrato i tre fautori di questo progetto negli studi di Jam TV per farci raccontare questo lavoro, in cui hanno utilizzato l’intelligenza artificiale come strumento creativo per trasformare in musica poesie di William Blake, Gabriele D’Annunzio, Rosalia de Castro e Catullo, reinterpretandole in chiave contemporanea.
L’EP Dead Poets Club è nato come laboratorio sperimentale condiviso con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e lo spin-off Whattadata, con l’obiettivo di esplorare un uso etico e consapevole dell’intelligenza artificiale nella produzione musicale, che è stata comunque anche divertente in fase di realizzazione, stando ai racconti del gruppo.
Infine, sono ancora molti gli obiettivi che il progetto musicale si è proposto di raggiungere, sebbene non sappiamo ancora nello specifico quali saranno i prossimi sviluppi dell’intelligenza artificiale.




