24/09/2020

I Fleet Foxes hanno pubblicato a sorpresa il loro quarto album “Shore”

Quarto album per i Fleet Foxes che esce in occasione dell’equinozio d’autunno, accompagnato peraltro da un road movie, girato in 16 mm da Kersti Jan Werdal, che mostra i paesaggi del nord-ovest del Pacifico

 
(Foto anteprima di Emily Johnston)
 
Oggi, per l’equinozio d’autunno, i Fleet Foxes sorprendono i fan con la pubblicazione del quarto album Shore disponibile dalle 15.31 CET. Gioioso e ottimista, l’album esce oggi su Anti- solo in streaming e in digitale. La versione fisica sarà disponibile dal 5 febbraio. Oltre all’album la band condivide un road movie omonimo, girato in 16 mm da Kersti Jan Werdal, che mostra i paesaggi del nord-ovest del Pacifico:
 
 

 
Shore è stato registrato prima e durante la quarantena ad Hudson (NY), Parigi, Los Angeles, Long Island City e New York City dal settembre 2018 fino al settembre 2020, con l’aiuto dell’ingegnere del suono e di produzione Beatriz Artola. Formato da 15 brani per un totale di 55 minuti, inizialmente Shore era ispirato a quegli eroi musicali del frontman Robin Pecknold, come Arthur Russell, Nina Simone, Sam Cooke, Emahoy Tsegué-Maryam Guebrou fra gli altri, che nella sua esperienza hanno celebrato la vita di fronte alla morte. “Vedo ‘shore’ come un posto sicuro ai margini di qualcosa di incerto, fissando le onde di Whitman che recitano ‘death'” ha affermato Robin Pecknold. “Tentato dall’avventura dell’ignoto, allo stesso tempo apprezzi il comfort del terreno stabile sotto di te. Questa è la mentalità che ho adottato, il carburante che ho trovato per fare questo album”.
 
Shore è un’opera d’arte filmata nel corso di un mese tra Washington, Oregon e Idaho dell’ovest, su pellicola 16mm.
“Ho ascoltato l’album mentre guidavo e ho registrato nella mia mente paesaggi che mi sembrava risuonassero con la musica ma che stavano bene anche per conto loro” spiega la regista Kersti Jan Werdal, artista che si occupa di film, fotografia, installazioni e collage. “Il film è destinato a coesistere e interagire con l’album, piuttosto che essere in una relazione diretta e simbiotica. Le scene urbane e narrative interagiscono con i paesaggi più surreali, al posto di essere in completa opposizione. La mia speranza è che il film, come l’album, rifletta l’ottimismo e la forza”.

 

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