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Il ritorno della Numero Uno - Rinasce la storica etichetta di Mogol (tra passato, presente e futuro)

Presentata durante la Milano Music Week (e con tanto di frammenti di un’intervista inedita a Lucio Battisti) la nuova Numero Uno
di Leonardo Follieri
18 Novembre 2020
È rinata la Numero Uno. Il ritorno della storica casa discografica è stato presentato ufficialmente ieri in un incontro in live streaming nell’ambito della Milano Music Week.
 
Era il 1969 quando la Numero Uno veniva fondata originariamente da Mogol, da suo padre Mariano Rapetti e da Angelo Colombini. L’etichetta rappresentava senza dubbio un punto di riferimento per la discografia italiana, pensando a PFM, Bruno Lauzi, Edoardo Bennato, Ivan Graziani, Eugenio Finardi e, soprattutto, Lucio Battisti, che pubblica i suoi dischi per la Numero Uno a partire dal 1972.
A tal proposito, tra i momenti più interessanti dell’evento di ieri vanno evidenziati quelli in cui sono stati fatti ascoltare alcuni stralci di un’intervista inedita a Lucio Battisti, realizzata nel 1976 da Max Onorari, musicista, compositore e giornalista di Radio Montecarlo e poi della Radio della Svizzera Italiana. La chiacchierata nasceva inizialmente per parlare dell’album che sarebbe uscito di lì a poco, Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera, ma poi Onorari, intervenuto brevemente durante l’incontro, ha spiegato che nell’ambito di tutto quel pomeriggio trascorso nella casa di Milano in cui viveva Lucio all’epoca, il discorso si è protratto a lungo e Battisti stesso si è soffermato, probabilmente per la prima volta, su altri aspetti più personali. È evidente che Battisti si fidasse in questo caso dell’intervistatore, a differenza di altri che facevano il suo stesso mestiere, poiché nel primo dei due frammenti ascoltati non è per nulla tenero nei confronti dei media e in particolare se la prende coi giornali: “Le interviste non le faccio quasi mai, soprattutto coi giornali, perché nei giornali esiste una manipolazione sfacciata, smaccata e insopportabile – racconta. – Non esiste che io sono a fare un discorso aperto con te e poi viene pubblicato qualcosa di diverso. Dopo che mi è successo tante volte, ho capito che dovevo evitarle. Succede che sono cinque anni più o meno che non faccio interviste nel senso classico della parola, dove viene quello col registratore, con la matita... perché tanto scrivono sempre le stesse cose, ma con un piccolo particolare, che io non c’entravo più niente. Non sono responsabile di quello che scrivono. Non ne faccio più di interviste, così risparmio tempo e non sono connivente con quello che viene pubblicato”. Lucio non afferma lo stesso invece per quanto riguarda la radio: “Con la radio è diverso. La manipolazione è meno facile, puoi dire anche delle stupidaggini. Non è che io mi preparo il libro, parlo e dico cose, però non è che come su un giornale cambi la virgola e fai dire una cosa diversa. Nella radio c’è una maggiore verità. Nessuno può cambiare quello che dico o inventarsi cose non vere”.
Il secondo contributo dall’intervista è dedicato invece al suo lavoro per Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera con Mogol, che peraltro ha preso parte all’incontro stesso ed è intervenuto subito dopo l’ascolto di quest’altra testimonianza inedita, ricordando la proverbiale complementarità tra lui e Battisti e il fatto che Lucio abbia creduto in un “pazzo” come lui.
 
Alla presentazione in streaming sono intervenuti anche Mara Maionchi, all’epoca addetto stampa della Numero Uno, e ha partecipato anche Franz Di Cioccio che però non è potuto intervenire per problemi tecnici, a differenza di altri nomi dai quali la casa discografica ripartirà come ColapesceDimartino, Iosonouncane e La Rappresentante di Lista.
La Numero Uno ha ripreso infatti ufficialmente le sue pubblicazioni già a giugno di questo anno con I Mortali, nuovo album di ColapesceDimartino, mentre oggi è uscito il nuovo singolo di Iosonouncane Novembre, pubblicato anche su 7’’, il cui lato B è Vedrai, Vedrai, cover di Luigi Tenco.
Tra gli altri nomi nuovi dell’etichetta vanno menzionati poi Fadi, Gianluca De Rubertis, Camilla Magli e Marco Castello.
 
La Numero Uno rivolgerà inoltre uno sguardo anche al passato e al suo catalogo e sono infatti già in programma una serie di ristampe in uscita il prossimo 11 dicembre: Questo folle sentimento / Avevo una bambola Rock dei Formula 3, primo 45 giri dell’etichetta; Rock dei Flora Fauna e Cemento; due titoli di Lucio Battisti e in particolare l’album Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera e il singolo La canzone del sole / Anche per te; la raccolta Collezione Numero Uno che raccoglie i singoli dei nomi più importanti della casa discografica.
 
Da oggi si potrà inoltre ascoltare Storie di un minuto. Il podcast della Numero Uno, che racconta, in 15 puntate disponibili su Apple Podcasts, Spotify, Google Podcasts, Castbox, Overcast, Pocket Casts, Podcast Addict, Stitcher, la storia dell’etichetta, dei suoi artisti e dei loro dischi.
 
Sono intervenuti infine all’incontro Stefano Patara, Executive Director Legacy & Strategic Marketing che si occupa di Legacy Recordings, la divisione catalogo di Sony Music Entertainment, Sara Potente, A&R Manager di Sony Music Italy e Direttrice Artistica della nuova Numero Uno e infine Massimo Bonelli, produttore, manager e consulente musicale e CEO di iCompany: tutti insieme per ridare vita a uno storico marchio tra passato, presente e futuro.