Addio a David Riondino, artista libero tra teatro, musica e satira
Una vita tra scrittura, spettacolo e creatività
Si è spento David Riondino, figura poliedrica della cultura italiana, capace di muoversi con naturalezza tra musica, teatro, letteratura e televisione. Con il suo stile ironico, colto e mai convenzionale, ha rappresentato per decenni una voce fuori dagli schemi.
Nato a Firenze nel 1953, Riondino si era affermato a partire dagli anni Ottanta grazie a una scrittura originale, sospesa tra poesia e satira. Le sue canzoni e i suoi monologhi hanno costruito un linguaggio personale, in cui leggerezza e profondità convivevano in modo unico. Tra le esperienze formative della sua carriera, anche l’apertura dei concerti della storica tournée di Fabrizio De André con la PFM alla fine degli anni Settanta, un passaggio che contribuì a definirne il percorso artistico.
Accanto alla musica, aveva sviluppato un’intensa attività teatrale, portando in scena spettacoli basati sulla forza del racconto e della parola. Parallelamente, la radio e la televisione lo avevano reso un volto riconoscibile, apprezzato per la sua intelligenza e per un’ironia mai banale.
Nel corso della sua carriera, David Riondino ha collaborato con numerosi protagonisti della scena culturale italiana, mantenendo sempre una forte indipendenza espressiva.
Il Club Tenco ricorda David Riondino
Ci ha lasciato anche David Riondino.
Tenchiano fin dalla prima ora, Amilcare Rambaldi lo aveva chiamato in Rassegna nel 1979 e da lì – anno sì anno no – non se ne è più andato fino alla Rassegna dell’anno scorso.
Si era assunto, per sé, il ruolo di giullare, un giullare con una sottile vena di tristezza nel sorriso.
In realtà era un intellettuale e un artista raffinato, ironico e profondamente libero, che ha attraversato con intelligenza e sensibilità il mondo della canzone d’autore, del teatro, del cinema, della televisione. Insomma, della cultura italiana. Spesso con uno sguardo critico mimetizzato nell’ironia che si faceva poiesis.
Per noi del Tenco la sua è stata una presenza preziosa e familiare che ha diffuso la sua pungente leggerezza in tutte le iniziative e manifestazioni.
Indimenticabili restano non solo le sue partecipazioni ufficiali, ma anche la sua generosa disponibilità nei momenti più informali: capace di salire sul palco con naturalezza anche durante i cambi scena, accompagnando il pubblico con racconti, improvvisazioni e riflessioni. Di straordinaria abilità i suoi interventi nelle ardue sfide in ottava rima toscana con Benigni e Guccini.
Il suo percorso si è intrecciato più volte con quello del nostro presidente, Sergio Staino, e del nostro direttore artistico Sergio Sacchi, con i quali ha condiviso mille avventure intellettuali, dalla nascita del periodico satirico “Tango” alla collaborazione con la filiale catalana del Tenco “Cose di Amilcare”, al festival della canzone satirica “Dallo Shamano allo Showman” in val Camonica.
Là dove è andato ora si troverà in buona compagnia. E forse arriveranno anche le ballerine.
Ma a noi mancherà, tanto.
Sit illi terra levis.
Il Club Tenco
