26/05/2026

Addio a Sonny Rollins, leggenda assoluta del jazz

Musicista rivoluzionario e improvvisatore straordinario, ha segnato oltre settant’anni di storia del jazz

È morto a 95 anni Sonny Rollins, tra i più grandi sassofonisti della storia e figura chiave dell’hard bop. La notizia della scomparsa è stata diffusa dalla famiglia attraverso i social: il musicista si è spento nella sua casa di Woodstock, nello stato di New York. Con lui se ne va una delle ultime icone viventi della stagione più rivoluzionaria del jazz americano.

Nato a New York il 7 settembre 1930 con il nome di Walter Theodore Rollins, Sonny costruì una carriera monumentale lunga oltre settant’anni, diventando un punto di riferimento assoluto per il sax tenore. Ancora giovanissimo entrò in contatto con i protagonisti del bebop, collaborando nei primi anni Cinquanta con artisti del calibro di Miles Davis, Modern Jazz Quartet, Charlie Parker e Thelonious Monk.

La consacrazione arrivò nella seconda metà degli anni Cinquanta. Nel 1956 registrò Tenor Madness insieme a John Coltrane, incontro storico tra due giganti del sax. Un anno dopo pubblicò Saxophone Colossus, considerato uno dei dischi fondamentali della storia del jazz, trainato da brani diventati classici come St. Thomas.

Il suo stile, potente ma raffinato, era riconoscibile per la libertà improvvisativa, la costruzione melodica imprevedibile e una continua ricerca espressiva. Tra le composizioni che hanno segnato il repertorio jazzistico restano Oleo, Doxy e Airegin, standard reinterpretati da generazioni di musicisti.

Rollins fu celebrato anche per il suo approccio quasi filosofico alla musica e alla vita. Più volte si allontanò volontariamente dalle scene per dedicarsi allo studio, alla meditazione e alla crescita personale. Celebre il periodo tra il 1959 e il 1961 in cui si esercitava quotidianamente sul Williamsburg Bridge di New York, esperienza che avrebbe poi ispirato l’album The Bridge.

Negli ultimi anni le condizioni di salute lo avevano costretto a ritirarsi dai concerti. Soffriva di fibrosi polmonare e aveva interrotto definitivamente l’attività dal vivo nel 2012. Nonostante il silenzio delle scene, la sua influenza sul jazz contemporaneo è rimasta immensa.

Sonny Rollins

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