08/10/2026

Baglioni, la rinascita parte da Roma con sette notti a Piazza di Siena: “Pensavo che la parola fine fosse arrivata”

Baglioni riparte dal cuore di Roma: sette notti a Piazza di Siena tra memoria, destino e futuro

C’è una geometria emotiva precisa nel ritorno sul palco di Claudio Baglioni: comincia dove tutto è diventato leggenda e riparte solo dopo aver guardato in faccia la paura di non poterlo fare mai più. Quando i problemi di salute lo hanno costretto allo stop forzato, il cantautore romano ha visto vacillare quel piano millimetrico con cui aveva pianificato il congedo dalle scene: «Mi ha fatto temere di non poter ritornare mai più su un palco, mi ha fatto vedere il peggio. E un po’ ho “rosicato” per questa storia, perché io avevo deciso di terminare la mia carriera in un determinato giorno. Questa cosa che il destino comandi più di me mi ha fatto un po’ girare le scatole: io faccio degli annunci e invece c’è qualcos’altro che decide per me. E allora tornare sul palco adesso ha veramente un grande valore, perché ci arrivo dopo tutto questo».

La risposta a quello sbandamento è una presa di possesso monumentale della sua città: sette concerti nell’anello di Piazza di Siena, il 24, 25, 27, 28, 30, 31 ottobre e 1 novembre, battezzati Che Notte è questa! La partenza. Una residenza a Villa Borghese che non è una semplice sequenza di date dal vivo, ma un rito d’insieme allestito come un teatro a cielo aperto. Con lui ci saranno venti musicisti per attraversare quaranta canzoni riarrangiate, distillato di quasi sessant’anni di repertorio che appartengono alla memoria collettiva del Paese. La scelta del luogo e del calendario non è casuale: il debutto del 24 ottobre cade a quarantaquattro anni esatti da Alé-Oó, il raduno del 1982 che radunò oltre duecentomila persone e cambiò per sempre i canoni, gli spazi e i numeri della musica live in Italia. Un filo rosso che riannoda ieri e oggi senza cedere alla sterile nostalgia d’archivio. «Vorrei tanto che fosse una notte capace di restare nella piccola storia delle nostre vicende, e che porti tutti ad andare via felici. L’unica cosa importante è che sono passati 44 anni e sono contento di poter annunciare questo ritorno».

Queste sette notti romane non rappresentano un traguardo isolato, ma il prologo del GrandTour LaVitaÈAdesso: una maratona di cinquanta concerti in ottanta giorni che nell’estate 2027 solcherà la penisola tra siti archeologici, borghi e scenari paesaggistici d’eccezione, per poi chiudersi esattamente un anno dopo, il 23 ottobre 2027, all’ombra dei Fori Imperiali con Che notte è questa! Il ritorno. Nessuna ansia da sipario definitivo, però, come chiarisce lo stesso Baglioni con asciutta lucidità: «Non sarà l’ultimo concerto in assoluto, ma l’ultimo di una serie». E a chi ipotizza un terzo atto alla guida del Festival di Sanremo, replica sbrigativo con una battuta delle sue: «Preferisco fare il sindaco per un giorno».

Resta Roma, baricentro sentimentale e urbanistico di un percorso cominciato sui marciapiedi di periferia e approdato nei templi della classicità: «Roma mi ha dato tanto, mi ha fatto vedere come è cresciuta. Da abitanti della periferia abbiamo visto graficamente la città espandersi: piano piano noi ci spostavamo sempre più in periferia, ma vedevamo la città crescere dietro di noi e inglobarci. È diventata una grande metropoli, ha un grande cuore, e noi suoneremo in questo cuore». Un cerchio immenso che, prima della parola fine, chiede solo di tornare alle origini, lontano dai monumenti da cartolina: «Mi piacerebbe che una delle ultime volte che suonerò sia a Centocelle».

Baglioni

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