Non so se, come scriveva Time qualche tempo fa, lei sia la miglior “cantante americana vivente”. Di certo, se volete ascoltare una jazz singer capace di interpretare blues, folk, rock d’autore e pop raffinato con eleganza sopraffina, espressività superiore, pertinenza stilistica e personalità debordante, Cassandra Wilson è la vostra prima scelta.
Non solo.
La signora di Jackson, Mississippi, non smette mai di stupire e, cosa ancor più importante, non sbaglia un colpo. Figuratevi in questo nuovissimo episodio discografico (l’ultimo, pare, per la prestigiosa Blue Note) nel quale Miss Wilson si fa accompagnare e produrre da T-Bone Burnett. L’accoppiata, ça va sans dire, è di quelle sulle quali puntare ad occhi chiusi. La voce sexy e vellutata di Cassandra, capace di raggiungere timbriche cavernose alla Sarah Vaughan e, contemporaneamente, di far venire i brividi per la passionalità delle sue interpretazioni, si fa traghettare da Burnett in territori sonori inesplorati in cui le radici della musica nordamericana del Novecento affondano solide, sempre pronte a dar frutti rigogliosi. Il risultato è pieno di fascino.
“Il lavoro di T-Bone” ha spiegato la cantante “ha indirizzato le mie canzoni verso soluzioni che non avrei mai immaginato, mi ha guidato alla ricerca delle origini più profonde di ogni brano. La sua attenzione al dettaglio e alle più piccole nuance tra strumenti e voce mi ha permesso di tirare fuori tutta l’emotività del mio mondo interiore”.
Ascoltate subito Red River Valley, evergreen della tradizione nordamericana bianca, che inizia con la slide di Marc Ribot e prosegue con la fantastica voce di Cassandra che (su un ritmo rallentato) sa trasformare il pezzo in un blues accorato e struggente, impreziosito da una vocalità magica, suadente, irresistibile.
C’è tanta magia e fascino esoterico in Thunderbird. A partire dal titolo. L’uccello del tuono (un animale mitologico) nelle tradizioni e nelle leggende dei Nativi d’America era visto come un volatile magico inviato sulla terra dagli dei per proteggerli dai poteri del male. Esso era portatore di pace e prosperità. Per Cassandra, gli aspetti esoterici e spirituali di questa creatura descrivono perfettamente l’atmosfera in cui le dieci canzoni del disco si sono sviluppate. Bravissima, come al solito, a far convivere brani composti da lei (come la fascinosa track d’apertura Go To Mexico, la spumeggiante It Would Be Easy o l’introspettiva Tarot) con cover di brani altrui (sorprendente Closer To You di Jakob Dylan, un brano che come Cassandra stessa ha affermato “è la quintessenza dell’intimismo”) ma anche con fantastiche riedizioni di blues leggendari (spaziali Easy Rider di Blind Lemon Jefferson e I Want To Be Loved di Willie Dixon), Cassandra piace moltissimo quando si propone come versione nera di Joni Mitchell (vedi la deliziosa Poet) della quale, per lo meno a livello estetico, è certamente l’erede più credibile. Due i brani a firma di Burnett: la delicata Lost (duetto per chitarra elettrica e voce) e la più complessa e orchestrata Strike A Match.
Oltre ai soliti duetti chitarra-voce (a proposito, pare che il prossimo album di Cassandra sarà proprio un duetto chitarra acustica e voce con Fabrizio Sotti, giovane strumentista italiano trapiantato a New York), la Wilson riscopre in questo album il gusto per le tastiere. “Merito di Keefus Ciancia” spiega lei “che ha saputo infilarsi benissimo tra le chitarre di T-Bone, Marc Ribot, Keb’ Mo’ e Colin Linden. Ha, in pratica, co-prodotto il disco con Burnett e ha dato un sapore particolare al tutto”.
Tutti stellari i musicisti presenti. Sono della partita Jim Keltner, Carla Azar e Jay Bellerose, che si alternano alla batteria; Mike Elizondo suona il basso elettrico, Reginald Veal il contrabbasso; l’armonica che si sente in Tarot è di Gregoire Maret.
“T-Bone” precisa Cassandra “è il vero regista dell’operazione, colui che ha saputo magicamente fondere i diversi elementi e ha dato il tocco finale al progetto Thunderbird”.
Non avevamo dubbi.
Consigliato a tutti i lettori.
