17/06/2026

Dentro le colonne sonore di Trent Reznor e Atticus Ross

Un viaggio nell’universo sonoro del duo tra cinema, serie TV e videogame: ce ne parla Umberto Mentana, autore del libro edito da Tsunami

 

Le colonne sonore di Trent Reznor e Atticus Ross hanno progressivamente costruito un linguaggio riconoscibile e autonomo, capace di attraversare cinema, televisione e animazione con la forza di un vero e proprio marchio autoriale. Dall’esordio folgorante con The Social Network fino alle sperimentazioni più recenti, il duo ha ridefinito il modo di intendere la musica applicata alle immagini, trasformandola in un dispositivo narrativo in grado di amplificare emozioni, atmosfere e identità dei personaggi.

Nel volume Trent Reznor e Atticus Ross. Il suono delle immagini (Tsunami 2026), Umberto Mentana analizza quindici anni di collaborazione tra i due, soffermandosi sulle collaborazioni con registi come David Fincher e Luca Guadagnino, sulle tecniche compositive e sull’evoluzione di un’estetica sonora che ha trovato riconoscimento anche con Premi Oscar e Golden Globe.

Il libro alterna grandi successi come The Social Network e The Girl with the Dragon Tattoo a opere audiovisive più laterali ma fondamentali per comprendere la versatilità del duo, da Watchmen a Mank, fino ai progetti più recenti tra cinema e serie TV. Un percorso che restituisce l’immagine di un universo sonoro in continua espansione, in cui la musica non accompagna semplicemente le immagini, ma le attraversa e le riscrive.

Umberto Mentana è sceneggiatore, scrittore e docente di Discipline Audiovisive nella scuola secondaria di II grado. Nel corso degli anni ha pubblicato per numerose case editrici di saggistica e critica cinetelevisiva del panorama nazionale. Tra i suoi libri: Tom Ford. Percorsi di Moda e Cinema (NPE, 2020), Chi vuol essere showrunner? (Bietti, 2021), R.L. Stine. Piccoli Brividi, Fear Street e altre scary stories (Weird Book, 2023) e Aaron Sorkin. Il Potere della Parola (Falsopiano, 2024). Per il fumetto ha realizzato Il pilota polacco che sfidò la Luftwaffe (2021) e Un bracciale di stelle (2024). Collabora con diverse realtà editoriali dedicate al fumetto, alla letteratura e alla cultura dell’audiovisivo.

In questa intervista, l’autore racconta la genesi del libro, l’impatto culturale della coppia Reznor–Ross e il loro ruolo nella trasformazione della musica per immagini contemporanea.

 

Nel titolo non vi è alcun riferimento ai Nine Inch Nails, quindi ovviamente il discorso che affronti nel libro è un altro, anche se per ovvie ragioni la band è molto presente e citata nel volume. Com’è nata l’idea di questo libro?

Il libro attraversa maggiormente il percorso sul film scoring e sull’universo audiovisivo da parte della fenomenale coppia Reznor-Ross, anche se alcuni passaggi legati ai NIN naturalmente non mancano.

Se devo raccontarti una “origin story” credo che l’idea per questa pubblicazione parta da canali differenti: ovviamente il mio lavoro e la mia formazione sono legati al mondo del cinema e dell’audiovisivo, quindi c’era una connessione professionalmente diretta per un libro di questo tipo, ma mai mi ero cimentato fino a oggi nel parlare di musica per le immagini in movimento. A questo si sono aggiunti ulteriori fattori, come la mia passione per Trent Reznor, per i Nine Inch Nails, per i quali ho un vero e proprio culto, e per la musica underground e industrial degli anni Novanta. Poi, assurdamente, nessuno fino a oggi in Italia aveva mai provveduto a scrivere un libro su Reznor/Ross, nonostante oggi siano compositori rivoluzionari e premiati anche nel settore mainstream. E quindi ringrazio Tsunami Edizioni, nelle persone di Eugenio Monti e Max Baroni che hanno creduto in questo progetto. Mi auguro perciò che il libro assolva il ruolo di riempire anche questo “buco” editoriale.

 

Trent Reznor inizia a lavorare col cinema già da prima dellincontro con Atticus Ross, ma è proprio quest’incontro che ha aggiunto quel quid in più alla sua musica scritta per le colonne sonore?

Sicuramente, basti pensare anche agli album dei NIN: dopo l’ingresso di Atticus Ross hanno cambiato, per alcuni aspetti, “volto”.

A mio personalissimo parere, con Atticus le sonorità di Trent assumono percorsi più ambient; già hanno quel senso del suono rivolto verso le atmosfere, verso la drammatizzazione e nel ritrarre luci, colori, luoghi e personaggi, che saranno propri degli score per il cinema.

 

Dovessi indicare uno o più elementi in comune tra le colonne sonore scritte insieme dai due, quali sono secondo te?

Nel mio libro ho inserito una bella citazione di Trent Reznor che secondo me riassume alla perfezione l’approccio compositivo al film scoring del duo, credo sia giusto riportarla parola per parola: “Quando io e Atticus scriviamo, la musica non proviene dall’amore per la melodia e dal piacere delle intricate progressioni di accordi o dalla magia della tecnica, io voglio che tu ti senta autenticamente in un certo modo”.  E in questo indirizzo ritroviamo una delle caratteristiche fondamentali dello stile musicale del duo: l’utilizzo dell’elettronica o di sonorità e sfumature malinconiche, cupe e indimenticabili, ma non solo. Ci sono state prove musicali anche molto diverse ma che in un certo senso rendono evidente all’ascolto che si tratta pur sempre della loro firma, anche quando hanno deciso di avvalersi della collaborazione di musicisti esterni perché in una certa colonna sonora volevano inserire, ad esempio, alcuni strumenti lontani dal loro solito universo musicale (vedi il caso di Mank). Credo che questa ricorrenza, questo riconoscimento della loro musica sia proprio nell’approccio “emozionale”, nel riuscire a comprendere la natura dei personaggi e l’architettura della storia che i due vanno a musicare, naturalmente scegliendo storie più vicine al loro modo di vedere il mondo.

 

Avevi già visto e giocato – se ovviamente consideriamo anche i videogame – a tutto o cera qualcosa che ti mancava e che hai recuperato per loccasione?

Devo confessarti che il libro era già concluso prima dell’uscita di Tron: Ares e di After the Hunt, e, viste le imminenti premesse, non potevamo perderci la golosa occasione di includere nel libro la prima colonna sonora targata NIN (quindi non solamente Reznor e Ross) e la più recente collaborazione con Luca Guadagnino. A parte questi due titoli, ho rispolverato alcune opere che avevo visto solo anni addietro al cinema, come The Girl with the Dragon Tattoo (dove è presente una cover di Immigrant Song a mio vedere straordinaria). Ho visto e ascoltato per la prima volta, per la stesura del progetto, alcune produzioni “minori”, come Mid90s, un gioiellino, e Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutant Mayhem, film divertentissimo anche da ascoltare. Non sono un grandissimo gamer, perciò ho recuperato anche l’esperienza videoludica in maniera più sommaria.

 

Si sono tolti anche tante soddisfazioni, pensando ad esempio ai due Oscar vinti per The Social Network – un vero esordio col botto per il loro sodalizio – e per il film d’animazione Soul, premiato nello stesso anno in cui erano candidati anche per Mank.

The Social Network è stato un film spartiacque, e non solo per un discorso legato alla colonna sonora. C’è secondo me, un prima e un dopo The Social Network. In quel film c’è la triade sacra: David Fincher (regia), Aaron Sorkin (sceneggiatura), e, non per ultimi, Trent Reznor/Atticus Ross per la musica.

È il loro primo film scoring ufficiale, e di grande successo. Durante la loro vittoria agli Oscar Hans Zimmer si congratulò con Trent, dicendogli che quella colonna sonora era una vera rivoluzione e che ha cambiato il modo di concepire la musica da film. E così infatti è stato. Adesso il duo è un marchio, uno stile, un nome riconoscibile che ha la stessa efficacia e garanzia autoriale di un film diretto da un certo regista o interpretato da una certa attrice.

Nel libro affronto tutti i film da te citati, e come hai potuto leggere (e come potrete leggere nei capitoli dedicati) ci sono idee di scrittura musicale completamente diverse perché sono film molto differenti tra loro, rispettivamente parlando degli esempi citati abbiamo: il film sulla creazione di Facebook e che assume connotati da courtroom drama; un film d’animazione Pixar che ha come tema anche il jazz e il rapporto tra la vita e la morte; e infine un film ambientato negli anni Quaranta nella Golden Age hollywoodiana, in bianco e nero, che si inserisce nelle pieghe e nei retroscena di un immenso capolavoro del cinema, Citizen Kane (Quarto Potere) di Orson Welles. Traete voi le conseguenze, si tratta sempre di Reznor e Ross, ritroviamo il loro sound ma è trasfigurato in forme differenti. A parole vi sembrerà strano ma sono certo che poi sarete d’accordo con me!

 

Poi ci sono quegli incontri che non ti aspetti, tipo far cantare di recente Vaster Than Empires in Queer a Caetano Veloso.

Certamente, uno degli aspetti “sovversivi” dei progetti musicali realizzati per l’audiovisivo, da parte di Trent Reznor e Atticus Ross è proprio quello dei coinvolgimenti fuori dalla loro zona di comfort, o delle procedure di registrazione inusuali, pensiamo alla colonna sonora del documentario Before the Flood ad esempio, dove figurano anche i Mogwai. Tutto risponde, per Trent e Atticus, al bisogno di raccontare al meglio le atmosfere di cui quella specifica storia è impregnata. Nel caso di Queer, è un film molto introspettivo e la musica vuole far vivere e quasi rendere visibili a occhio nudo i sentimenti del protagonista, interpretato magnificamente da Daniel Craig e in origine messi su carta da William Burroughs. Nel film di Guadagnino siamo poi anche fisicamente in una sorta di Messico dell’anima, un Messico onirico, sognante, lisergico e artificiale, quasi “sospeso”, e la voce di Caetano Veloso per Trent era perfetta per tutto questo. Ma non voglio raccontarvi l’intera storia, andatela a scoprire.

 

Come mai secondo te sono stati così determinanti nelle colonne sonore, visto che ad esempio il genere dei Nine Inch Nails non è associato di primo acchito a quel mondo?

Perché Trent Reznor e Atticus Ross riescono a catturare immediatamente e di istinto, senza perdersi in tecnicismi e virtuosismi, il sentimento che anima quelle immagini in movimento nella migliore maniera possibile e ben in linea con gli indirizzi della contemporaneità. Mi sento di dire che il loro è il suono delle immagini di oggi, capaci di sfumature drammaturgiche che nessun altro è riuscito a catturare e che spesso diventano addirittura voce autonoma e approfondimento, declinazione della storia stessa, capace di far comprendere allo spettatore anche altri significati, a volte spiazzanti.

 

Nellepilogo citi un articolo in cui si legge che i due lavorano tutti i giorni dal lunedì al venerdì e poi entri ancor più nel merito con le parole dei protagonisti. Il segreto della loro produzione musicale sta proprio nellessere artigiani” come una volta e nel dedicare quindi il tempo necessario per raggiungere il risultato finale?

Di sicuro quello di Trent e Atticus è talento puro, genialità indiscussa. Reznor è stato ed è ancora un pioniere in tutto, basti pensare allo show dei Nine Inch Noize (Nine Inch Nails + Boys Noize) di questo aprile al Coachella: è divenuto già una pietra miliare dei concerti live come messa in scena, sonorità e spettacolo, facendo scomparire tanti giovani musicisti e artisti di successo da qualsiasi confronto.

E come tutti i grandi geni e artisti, che siano della musica, della letteratura, del cinema, ci vuole un habit irrinunciabile e di ferro.

Ben ricordiamo le parole di Stephen King che ha sempre detto di scrivere tutti i giorni circa duemila parole al giorno. Oltre al talento, quindi, c’è bisogno di una routine e di essere degli ottimi artigiani del mestiere artistico. Solo così si possono raggiungere dei risultati di livello. Ross e Reznor non fanno eccezione.

 

Nel libro ci sono ascolti consigliati alla fine di capitolo, la discografia consigliata, bibliografia/sitografia e altri suggerimenti utili in generale per avvicinarsi alla musica dei due. Nellintroduzione spieghi che ovviamente è opportuno vedere le opere in cui hanno scritto la colonna sonora Reznor e Ross per avere una visione il più completa possibile della loro arte musicale per le immagini. Ma se ti chiedessi di consigliarci tre titoli da cui partire, quali sceglieresti e perché?

Cerco di cavarmela in maniera facile. Vi consiglio un titolo per ogni tipologia: The Social Network, credo che sia la loro summa per comprendere in pieno anche il gusto del loro approccio musicale e il concetto di caratterizzazione legata ai personaggi; Watchmen, serie TV targata HBO, uno score immenso, anche come lunghezza. Allarga il world building del franchise fumettistico di Watchmen; la colonna sonora è stata pubblicata in vinile e ci sono brani su brani che non compaiono negli episodi, è uno score fiume proprio per dare al lettore, spettatore e ascoltatore un’esperienza multisensoriale, in tutti i sensi.

Poi naturalmente Soul, e si fa evidente come il loro esercizio artistico con successo si sia adattato con successo alle esigenze di un diverso target di pubblico, ma anche qui si conserva perfettamente quel suono ambient ed evanescente delle loro migliori composizioni.

Aggiungo un bonus: Challengers, film sul tennis e sui triangoli amorosi diretto da Luca Guadagnino con una meravigliosa Zendaya. Siete pronti a ballare a colpi di techno house? Una colonna sonora intrippante e sparata nel film ad altissimo volume, va a sovrastare anche gli attori e le inquadrature. Troverete nei titoli di coda un brano cantato da Trent che vale tutto.

Trent Reznor e Atticus Ross. Il suono delle immagini (Tsunami 2026)

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