Giardini di Mirò, l’ultimo concerto diventa il disco “Quasi Casa”
Il live registrato nel 2023 a Cavriago diventa un doppio vinile. A Milano Corrado Nuccini e Jukka Reverberi hanno ripercorso oltre vent’anni di storia della band
Non una reunion, né un nuovo capitolo, ma una fotografia ritrovata, capace di restituire il senso di un’avventura durata oltre vent’anni. Da oggi, 19 giugno, è disponibile Quasi Casa, il doppio vinile che documenta l’ultimo concerto dei Giardini di Mirò, registrato il 19 marzo 2023 al Circolo Kessel di Cavriago (RE), l’ex Calamita, dove la storia della band era iniziata alla fine degli anni Novanta.

Il disco è stato presentato martedì scorso presso Voce Triennale a Milano in un incontro condotto dal giornalista Tommaso Toma con Corrado Nuccini e Jukka Reverberi, che hanno ripercorso la storia del gruppo, soffermandosi anche sull’attuale momento della band.
L’origine del progetto è stata quasi casuale. «In realtà noi non abbiamo avuto l’idea di pubblicare questo disco», ha raccontato Reverberi. La registrazione dell’ultima data era stata realizzata da Markus Mathis, fan storico dei Giardini di Mirò e autore di numerosi bootleg dei loro concerti. Successivamente Johannes Schardt dell’etichetta tedesca 2nd Records ha proposto di trasformare quel documento in un’uscita ufficiale.
Il valore simbolico della registrazione è legato soprattutto al luogo. «Per me Calamita è stato il luogo in cui fondamentalmente siamo nati», ha spiegato Reverberi ricordando come proprio lì il gruppo abbia mosso i primi passi, tra sala prove, concerti e registrazioni. Un ritorno alle origini che nessuno, quella sera, sapeva sarebbe coinciso con la fine del percorso dal vivo della band.
Durante l’incontro è emerso anche il forte legame dei Giardini di Mirò con una provincia emiliana che, tra anni Ottanta e Novanta, rappresentava un ambiente particolarmente fertile dal punto di vista culturale. Nuccini ha ricordato la presenza di spazi pubblici, sale prova comunali, fonoteche e concerti che permisero a molti ragazzi di avvicinarsi alla musica internazionale: «La provincia emiliana era una provincia molto moderna, molto aperta. Noi abbiamo avuto opportunità che forse altri non hanno avuto».
Ascoltando alcuni dei brani inclusi in Quasi Casa, i due musicisti hanno ripercorso le diverse fasi della loro discografia. Di Different Times (2018), che apre il live, hanno sottolineato come il pezzo abbia avuto origine da una lunga improvvisazione collettiva, confermando il ruolo centrale di questo approccio nella loro scrittura. Su Dividing Opinions (2007), invece, Nuccini ha ricordato come il disco abbia preso forma in una fase di cambiamento, dalla quale nacque una scrittura più aperta alle melodie e all’elettronica.
Nel corso della conversazione sono emersi anche i riferimenti musicali che hanno plasmato il suono dei Giardini di Mirò. Più che dal post-rock codificato, ha spiegato Reverberi, il gruppo si è formato sulle lezioni dei Sonic Youth, dei Mogwai e della scena di Chicago, riferimenti che hanno contribuito a definire l’identità musicale della band.
Parlando del live appena pubblicato, i musicisti hanno rivendicato proprio l’imperfezione della registrazione come elemento di autenticità. «Quello che salva quest’operazione è l’imperfezione», ha osservato Nuccini. «È una registrazione fatta così, con gli errori e con l’approccio del concerto. Riporta la musica a una dimensione molto umana, lontana dagli algoritmi e dalle cose aggiustate».
La domanda inevitabile riguardava il futuro del gruppo: «Siamo un gruppo in sospensione. Futuro incerto, non si sa», ha detto Nuccini, spiegando come negli ultimi anni la vita personale, le famiglie, il lavoro e nuovi interessi abbiano progressivamente occupato spazi un tempo riservati alla musica.
In questo senso Quasi Casa segna in qualche modo la chiusura di un cerchio: il disco parte da Different Times e si conclude con A New Start (For Swinging Shoes), il brano che chiudeva anche il primo album Rise and Fall of Academic Drifting. Un ritorno al punto di partenza che riassume la storia dei Giardini di Mirò: una band nata a Cavriago, cresciuta guardando a Berlino, Glasgow e Chicago, e infine tornata a casa, proprio dove tutto era cominciato.
