25/03/2026

I Suoni delle Dolomiti 2026: «Lì non c’è l’acustica, c’è lo spazio da riempire»

Torna il festival tra il 24 agosto e il 3 ottobre con 18 concerti in 17 location tra vette, prati e rifugi del Trentino, tra grandi nomi internazionali e nuove esperienze come Musica Verticale

 

«Lì non c’è l’acustica, c’è lo spazio da riempire». Sono parole del direttore artistico de I Suoni delle Dolomiti, Mario Brunello, pronunciate nella mattinata di ieri, 24 marzo, al Museo Bagatti Valsecchi di Milano. Il festival è giunto alla sua 31ª edizione e quest’anno si svolgerà dal 24 agosto al 3 ottobre, portando la grande musica internazionale tra le vette, i prati e i rifugi alpini del Trentino, con un ricco programma di concerti ed eventi ad alta quota immersi negli scenari delle Dolomiti trentine. Diciotto concerti in diciassette luoghi, tutti raggiungibili a piedi.

Alla presentazione hanno preso parte anche chi, da prospettive diverse, contribuisce a definire l’identità del festival. Il legame con la tradizione alpina è stato sottolineato da Andrea Zanotti, presidente del Coro SOSAT, che ha ricordato il centenario del coro, primo coro di montagna mai nato. Il coro, insieme ai Violoncellisti della Scala – tra cui lo stesso Brunello – darà il via al festival con il progetto Archi, Corde, In-canto, aprendo un dialogo tra tradizione e contemporaneità.

Sul piano dell’esperienza complessiva è intervenuto anche Maurizio Rossini, CEO di Trentino Marketing, che ha sottolineato l’unicità dei concerti in quota e la sfida che si affronta suonando a 2.000 o 2.500 metri, così come la straordinarietà dell’esperienza per chi assiste. Una riflessione che si lega alla lettura proposta da Massimo Bernardi, Direttore del MUSE – Museo delle Scienze di Trento, che ha descritto le Dolomiti come «una sorta di contrappunto, come una fuga musicale che si ripete sempre in modo diverso».

Mario Brunello ha anche spiegato che la scelta del periodo non è casuale. Spostato tra fine agosto e inizio ottobre, il festival cerca una luce «orizzontale», capace di far emergere dettagli e trasformare le cime in vere e proprie «partiture» naturali. «Il musicista deve dare tutto sé stesso» ha aggiunto il direttore artistico, descrivendo questi concerti senza palco né distanza, dove musicisti e pubblico condividono lo stesso sentiero, in quanto, come aveva dichiarato poco prima: «Lì non c’è l’acustica, c’è lo spazio da riempire»…

 

Il programma

Il festival si aprirà il 24 agosto alle 12, in Val Nana, presso Malga Tassulla nelle Dolomiti di Brenta, con il progetto Archi, Corde, In-canto, che vedrà protagonisti I Violoncellisti della Scala insieme al Coro SOSAT per celebrare il centenario del coro: un incontro tra tradizione alpina e sonorità contemporanee, arricchito dagli arrangiamenti di Stefano Nanni.

Il 28 agosto alle 12, sull’Altopiano della Paganella, al Rifugio Tosa Pedrotti, sarà protagonista il violinista Ilya Gringolts, interprete internazionale capace di spaziare dal barocco al repertorio contemporaneo, noto per collaborazioni con alcune delle più importanti orchestre del mondo.

Uno degli appuntamenti più suggestivi è L’Alba delle Dolomiti, il 2 settembre alle 6 sul Sass Pordoi in Val di Fassa, con le Belles of the Rockies, giovane ensemble statunitense di ottoni che unisce energia, creatività e forte identità femminile.

Il 4 settembre alle 12, a Malga Canvere in Val di Fiemme, il progetto Quinn Christopherson Trio propone canzoni che mescolano poesia e autobiografia, con il cantautore dell’Alaska accompagnato dal polistrumentista Nicholas Carpenter.

Dal 7 al 9 settembre, nelle Pale di San Martino, torna il Trekking dei Suoni, esperienza itinerante che unisce cammino e musica in quota, culminando il 9 settembre alle 12 ai Prati Col con il concerto di Mario Brunello e Gilles Apap, incontro tra due artisti capaci di intrecciare culture e linguaggi diversi.

Il 10 settembre alle 12, in Località Tresca (Val di Fiemme) al cospetto del Latemar e del Monte Agnello, il progetto Baba Yaga fonde melodie balcaniche, klezmer e jazz gitano in un concerto acustico originale.

Il 12 settembre alle 12, al Piano del Lago Asciutto tra Madonna di Campiglio e Pinzolo, l’Ilumina Ensemble porta una performance collettiva che unisce artisti affermati e giovani talenti, con una forte componente educativa e sociale.

Il 15 settembre alle 12, a Malga Brenta Bassa sopra Madonna di Campiglio, il progetto Beyond vede il controtenore Jakub Józef Orliński insieme all’ensemble Il Pomo d’Oro, esplorando il repertorio barocco italiano, da Monteverdi a compositori meno noti.

Il 17 settembre alle 12, ai Laghi di Bombasel in Val di Fiemme, il MediBa 4tet propone un concerto acustico che fonde tradizioni mediterranee e balcaniche con jazz e influenze classiche.

Il 19 settembre alle 12, in Località Giasenei a Sagron Mis, la trombettista Lucienne Renaudin Vary e il fisarmonicista Félicien Brut attraversano generi e tradizioni in un concerto accessibile anche alle persone con disabilità.

Il 20 settembre alle 12, a Pradalago (Fratta del Bagnol) sopra Madonna di Campiglio, il progetto All Seems Beautiful vede in scena il Voces8 Scholars Ensemble, otto giovani voci internazionali che propongono un viaggio corale tra polifonia rinascimentale e musica contemporanea.

Il 21 settembre alle 12, a Villa Welsperg all’imbocco della Val Canali, il progetto Lontano Lontano del trio Doctor 3 (Danilo Rea, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Sferra) omaggia la musica e la poesia di Luigi Tenco, tra jazz e canzone d’autore, in un concerto accessibile.

Il 26 settembre alle 12, in Località Tresca in Val di Fiemme, l’Alash Ensemble propone il canto difonico tuvano (xöömei), antica tecnica vocale che produce più suoni simultanei, fondendo tradizione e contemporaneità.

Il 27 settembre alle 12, al Passo delle Selle in Val di Fassa, si esibisce la cantautrice Anna Castiglia, voce emergente che coniuga intensità emotiva e ricerca artistica.

Dal 29 settembre al 1 ottobre, in Val di Fassa, debutta Musica Verticale, progetto che unisce musica e arrampicata: il 29 settembre alle 20.45 al Teatro Navalge di Moena e il 1 ottobre alle 14 in Località Gardeccia, con Alexander Huber, Chiara Schmidt, Giuseppe Cederna e l’Ensemble Cortlys, in un racconto che intreccia arte e alpinismo.

A chiudere il festival, il 3 ottobre alle 12, a Pian de Jiadoes in Val di Fassa, il concerto di Daniele Silvestri conclude un’edizione che attraversa generi, territori e linguaggi artistici.

 

Tutti i luoghi sono raggiungibili a piedi con percorsi di varia intensità e tutti i concerti sono gratuiti ad eccezione del Trekking dei Suoni.

 

Daniele Silvestri

Daniele Silvestri sarà tra i protagonisti de I Suoni delle Dolomiti 2026

On demand

Iscriviti alla Newsletter

Vuoi rimanere sempre aggiornato su rock e dintorni? Iscriviti alla nostra newsletter
per ricevere tutte le settimane nuovi video, contenuti esclusivi, interviste e tanto altro!