Provate a immaginare un signore che, mentre chiacchiera con voi, vi dice: “Stavo discutendo con il celebre architetto canadese Frank Gehry, progettista dell’Experience Music Project di Seattle, quando questi mi fa: ‘Vieni che ti presento Paul Allen (avvocato/socio di Bill Gates e finanziatore del suddetto museo, nda) in fondo voi due condividete la stessa passione per Hendrix’. In men che non si dica, io e Allen ci ritroviamo con la chitarra in mano a svisare su un pezzo di Jimi.”.
Immaginate che lo stesso simpatico signore venga presentato da Renzo Arbore nel corso di una serata di beneficenza al Rolling Stone di Milano. Che salga sul palco e, come omaggio al nome del locale, dia vita con un quartetto di amici a una versione infuocata di Jumpin’ Jack Flash. E che alla fine del tutto, rispondendo a una domanda della conduttrice, Alessia Fabiani, ammetta: “Pur di suonare rock’n’roll in santa pace ci siamo comprati un castello medioevale e lo abbiamo ristrutturato”.
Avete già capito che il signore in questione non è uno qualunque (come potrebbe, infatti, “uno qualunque” comprarsi un castello medioevale o, peggio ancora, jammare con Paul Allen che – giusto per darvi un’idea del soggetto – è tipo da usare come mezzo di trasporto abituale un Mig russo?).
Ma immaginate, ancora, che lo stesso personaggio vi inviti a pranzo nel suddetto castello dopo avervi confessato che il suo sogno è quello “di trasformare il posto in un tempio della musica”.
Difficile da credere, vero?
Eppure, ladies and gentlemen, è proprio così che ho conosciuto Massimo Colomban, industriale veneto di successo, proprietario di CastelBrando (spettacolare centro convegni a 50 chilometri da Venezia), cultore di rock, amante di Jimi Hendrix.
La sua storia sembra tratta da una sceneggiatura hollywoodiana e, non fosse nato nel nordest della penisola, Colomban sarebbe l’incarnazione perfetta del “sogno americano”.
Nato a S. Lucia di Piave nel 1949, in una famiglia senza grandi mezzi economici, Massimo come i suoi fratelli inizia a lavorare a 14 anni. “Frequentavo le scuole serali”, ricorda, “è così che ho ottenuto il diploma di geometra. Poi, mi sono fatto un paio d’anni di università ma a 24 anni, dopo due lustri di gavetta lavorativa in azienda, avevo già deciso di mettermi in proprio. Ho acquisito una piccola attività (eravamo in sei persone) insieme a un socio che apportava il capitale. Sei mesi dopo, il mio socio mi ha chiesto quanto avevo guadagnato; in tutta risposta, ho rilevato la sua quota”.
“In poco tempo, l’azienda, che si occupava di rivestimenti esterni di grandi edifici, è decollata sviluppando il settore export. Siamo diventati una realtà internazionale contribuendo alla realizzazione di opere architettoniche d’importanza planetaria come il palazzo dei Lloyds a Londra, il Guggenheim Museum a Bilbao, l’Opera House di Sydney, la Disney Concert Hall a Los Angeles, ultima invenzione di Frank Gehry. O il già citato Museo dedicato a Jimi Hendrix di Seattle.”
Non solo. Colomban non me lo dice ma i primi edifici che stanno sorgendo a Ground Zero, così come le altissime torri di Taipei e Singapore, sono stati costruiti dalla Permasteelisa, la società di cui ancora oggi è presidente.
“Negli ultimi vent’anni, nel mondo”, afferma con orgoglio, “il 50% delle opere di edilizia monumentale sono state realizzate da noi. Stiamo anche lavorando al nuovo stadio di football di Chicago.”
Quando snocciola numeri e risultati del suo lavoro, Colomban mostra una naturalezza imbarazzante. E mai ti fa pesare il suo status imprenditoriale o le sue connection altolocate. Anzi. Tiene quasi a sottolineare l’aspetto creativo della sua attività che, secondo lui, ha parecchi punti in comune con la musica.
“Terminata la Sydney Opera House”, racconta, “ho coniato lo slogan ‘Architecture As Music’ perché io vedo questi edifici monumentali come vere e proprie opere d’arte. Mi sembrano vivi, persino in grado di comunicare emozioni alla pari di un brano di Jimi Hendrix.”
Il rock ricorre spesso nei discorsi di Massimo: “Suonavo la chitarra da ragazzino, appassionato, come tutti in quegli anni, della musica dei Beatles e dei Rolling Stones. Poi ho scoperto Hendrix ed è stato amore a prima vista: lui era davvero unico, speciale. L’ho anche visto (al Palasport di Bologna) in uno dei mitici concerti italiani del maggio 1968: che emozione! A quei tempi avevo una bellissima Telecaster bianca con un Vox valvolare. La mia band si chiamava I Principi. Poi è successo che il lavoro e i vari impegni mi hanno costretto ad abbandonare la chitarra. Un paio di anni fa, grazie ad alcuni amici, mi è ritornata la voglia e abbiamo messo insieme i Brando Boys, una cover band che si diverte a suonare i grandi classici del rock. Nel frattempo, la Permasteelisa andava così bene che, nel suo settore, non solo era diventata l’azienda numero uno ma aveva staccato di parecchie lunghezze anche i competitor più agguerriti”.
“Allora”, continua Colomban, “ho deciso di vendere il 50% delle quote attraverso la collocazione in borsa. Il restante 50% l’ho regalato a 80 dei miei manager. Oggi resto Presidente Onorario ma non ho più compiti operativi.”
Quando, nel 1998, vede il Castello Brandolini a Cison di Valmarino, Massimo ha una nuova intuizione.
“L’ho visto e me ne sono innamorato. Ho voluto restaurarlo nel modo migliore possibile. Da un paio d’anni, CastelBrando funziona a pieno regime come centro convegni ma, in virtù degli oltre 50 ettari di bosco che lo circondano e del delizioso centro benessere, anche come rilassante hotel turistico.”
“Eppure”, confessa Colomban, “tutte le volte che vengo qui a CastelBrando, vedo i concerti che organizziamo nei tre teatri o le mostre che possiamo ospitare nelle diverse stanze del castello, prende sempre più forma il mio sogno segreto: quello di far sì che questo posto diventi un vero e proprio Tempio della Musica.”
Non voglio investigare oltre: un vero sogno non va svelato, deve rimanere avvolto nel mistero. Anche perché Massimo, lo avete capito, è uno che se si mette in testa una cosa prima o poi la realizza. Non a caso, alle onorificenze di Imprenditore dell’Anno (1997), alla laurea honoris causae (1999) o al ruolo di membro del Board della scuola di design di Harvard (2000), Colomban ha di recente aggiunto la carica di Presidente di Sviluppo Italia Veneto. Questo, presumibilmente, significa che il turismo e lo sviluppo di iniziative culturali saranno sempre più nel suo futuro. E quindi, appassionati di rock, tirate fuori le cartine stradali e cominciate a segnarvi la strada che conduce a CastelBrando: tra poco vi sarà molto utile.
