Salve. Sì, sono lo stesso Joe Jackson che qualche anno fa ha avuto dei dischi ai primi posti delle classifiche pop.” Questa buffa presentazione accoglie i visitatori del website ufficiale (www.joe jackson.com) dell’eccentrico artista inglese nato a Burton-on-Trent l’11 agosto 1954 ma ben presto trasferitosi a Portsmouth dove tuttora risiede quando non trascorre le giornate nel suo loft newyorkese.
La modestia (vera o falsa?) di Jackson nell’introdursi agli ‘internauti’ è motivata dalle sue scelte artistiche. In pratica con l’album Laughter And Lust (1991) e con il successivo tour mondiale, Joe chiude ufficialmente la sua avventura nel mondo del pop-rock nel quale aveva esordito nel lontano 1979 con l’eccezionale album Look Sharp!
È lui stesso a spiegarne i motivi: “Superata la soglia dei 40 anni, non me la sono più sentita di competere con artisti molto più giovani, con più energie e maggiore aggressività. Ma so-prattutto ho cominciato a ritenere la formula ‘canzone da tre minuti’ una gabbia troppo stretta per esprimere la mia creatività”.
Detto, fatto. Dopo aver registrato il delicato Night Music nel 1994, lascia la Virgin e firma un contratto con la Sony Classical che gli dà fiducia. E così Joe pubblica due lavori bellissimi, nel 1997 Heaven And Hell (un suggestivo concept-album sui peccati capitali) e lo scorso anno Symphony No. 1, una suite a metà tra la sinfonia classica e la rock opera.
Oggi, spiazzando nuovamente tutti si ripresenta con un disco dal vivo di canzoni: registrato nella ‘sua’ New York, Summer In The City è una formidabile istantanea sonora dell’eclettismo di Jackson, delle sue indubbie capacità compositive, del suo talento di performer, del suo gusto di artista sofisticato. Accompagnato da Graham Maby al basso e Gary Burke alla batteria, Jackson mette in gioco se stesso affrontando cover celeberrime e brani del suo vecchio repertorio che suonano freschi e attuali anche quando (vedi la meravigliosa One More Time) hanno più di vent’anni di vita.
Chi ne rimpiangeva le sublimi qualità interpretative non può non godere riascoltando (pur se in versione scarna ma efficacissima) la trascinante Obvious Song (da Laughter & Lust) o la spettacolosa Another World (da Night And Day) che aprono l’album dopo una divertente rielaborazione di Summer In The City dei Lovin’ Spoonful.
Una potente e incessante linea di basso accompagna Fools In Love (da Look Sharp!) la cui melodia sfocia in For Your Love (il brano degli Yardbirds che causò l’uscita di Clapton dal gruppo) e anticipa l’omaggio al centesimo anniversario della nascita di Duke Ellington (Mood Indigo).
Se la strumentale The In Crowd di Billy Page (con un pianoforte molto in stile New Orleans) si trasforma quasi naturalmente nella sincopatissima Down To London (Blaze Of Glory), il successivo medley (che parte con la commovente Eleanor Rigby) per coprire Be My Number Two (da Body And Soul), Home Town (da Big World) e finire con It’s Different For Girls (da I’m The Man) pur essendo assai meno fluido è altrettanto emozionante (specie nelle magnifiche Be My Number Two e Home Town eseguite per soli piano e voce).
Un altro medley, formato da un pezzo degli Steely Dan (King Of The World dal secondo album della band californiana, Countdown To Ecstasy) e da You Cant’ Get What You Want (da Body And Soul) precede l’apoteosi finale di One More Time. Bravissimo.
L’album è da acquistare a scatola chiusa aspettando il secondo capitolo di Night And Day (già annunciato per il prossimo autunno) e la partecipazione pianistica di JJ al nuovo album di cover e standard jazzistici della sublime Rickie Lee Jones, previsto anch’esso per settembre/ottobre 2000.
Voto: 8
Perché: è un graditissimo ritorno del geniale artista inglese che dal vivo si misura con grandi classici del passato e con alcuni dei suoi brani più famosi. In trepidante attesa della già confermata uscita autunnale di Night And Day 2.
Track List:
Summer In The City
Obvious Song
Another World
Fools In Love/For Your Love
Mood Indigo
The In Crowd/Down To London
Eleanor Rigby
Be My Number Two
Home Town
It’s Different For Girls
King Of The World
You Can’t Get
What You Want
One More Time
Prodotto da Joe Jackson e Sheldon Steiger
Joe Jackson (piano e voce);
Graham Maby (basso e voce);
Gary Burke (batteria).
Altri dischi consigliati:
Look Sharp!
(A&M, 1979);
Jumpin’ Jive
(A&M, 1981);
Night And Day
(A&M, 1982).
