13/07/2025

Le città di K – Il gruppo è tornato col nuovo EP “II”

Dopo una lunga assenza, la band è tornata con un nuovo lavoro discografico che vede nuovamente Giorgio Mastrocola alla produzione artistica

Le città di K hanno pubblicato II, il loro secondo EP, un lavoro composto da sette tracce in cui la band, nata nel 2017 dal progetto Euphorica, si muove tra temi personali e atmosfere metropolitane con un linguaggio diretto e senza filtri. Era il 2018 quando hanno pubblicato il loro primo EP Velluto, anticipato alla fine dell’anno precedente dal singolo Rosso Come il Cielo, per cui è trascorso molto tempo da un un nuovo lavoro discografico, anche se il gruppo si era comunque fatto notare per le partecipazioni a Il Tenco Ascolta, Arezzo Wave Love Festival, Collisioni di Barolo, MEI Supersound, per riconoscimenti nazionali a Rock Targato Italia e a Ritmi Globali Europei, oltre che per recensioni delle principali testate musicali e passaggi in TV e radio.

Questo nuovo EP segna dunque un ritorno dopo tanti anni e ci offre l’occasione per scambiare quattro chiacchiere con Le città di K.

Le città di K - II

II da intendere come “Secondo”? Sembra anche un simbolo oltre che un titolo: è così?

Sì, II è da intendersi come Secondo. Abbiamo scelto di intitolarlo in questo modo, perché effettivamente si tratta di una nuova tappa, del nostro secondo capitolo artistico di questo percorso che abbiamo iniziato nel 2017. II non ha di per sé un significato univoco, per noi in questo caso rappresenta il concetto di equilibrio e unione tra noi.

 

Si percepisce un senso di inquietudine (ma non solo) nei vostri brani, alimentato anche dal vostro sound rock. Mai come in questo caso sono dunque pezzi autobiografici? D’altronde è anche difficile raccontarsi attraverso qualcosa che non ci rappresenta.

Dal punto di vista letterario i nostri lavori sono ispirati dalla musica che componiamo, dalle sensazioni che essa scaturisce in noi. Queste sensazioni si trasformano di conseguenza in parole che spaziano da racconti a pensieri autobiografici, perché proprio come dici tu, è d’altronde difficile raccontarsi attraverso qualcosa che non ci rappresenta.

 

“Non si balla per il piacere di farlo, ma perché non si sa più come fermarsi” dite a proposito del brano Valzer (Per Persone Aride). Non ci basta mai il tempo che abbiamo a disposizione, anche se scorre sempre allo stesso modo? Non so se è questo il senso del brano o se è solo uno dei significati che racchiude.

Questo è in effetti il significato principale, che qui abbiamo rappresentato sotto forma di legame amoroso. La canzone è una riflessione su come le relazioni, come anche le proprie convinzioni possano diventare delle prigioni dove si fa fatica a ad uscirne, a fermarsi per riprendere il senno, talvolta dimenticandosi anche come tutto abbia avuto inizio.

 

 

Il vissuto in alcuni casi cambia anche a seconda del periodo storico come quando parlate dell’alienazione moderna in Da Remoto, però ovviamente da Curami a La Città ci sono sensazioni o sentimenti “atemporali”, vero?

Si, confermiamo. Se nel caso di Da Remoto abbiamo cercato di esprimere la sensazione di alienazione moderna dell’estremismo tecnologico a tutti i costi che impatta comunque anche involontariamente il quotidiano, al contempo scriviamo di sensazioni, situazioni che sentiamo anch’esse nostre e che sono di per sé “atemporali”.

 

Produzione affidata ancora una volta a Giorgio Mastrocola (già componente de La Sintesi e collaboratore di lunga data di Franco Battiato, Morgan e Max Pezzali): come descrivereste il suo apporto alla vostra musica in generale e più in particolare al vostro nuovo lavoro?

L’incontro con Giorgio anni fa è stato per noi determinante. Oltre ad essere un artista straordinario, dal punto di visto della produzione il suo apporto alla nostra musica possiamo descriverlo motivante e catalizzante. Non cerca di sostituirsi alla band, ma sprona a dare il meglio di noi stessi per trovare soluzioni che permettano di esprimere al massimo la nostra musica. Per questo nuovo lavoro, entrando nello specifico, è stato il primo a spingerci ad entrare in studio, ci ha sbloccato da quella fase di stallo che avevamo dell’incertezza di avere materiale pronto, e ci ha spinto a registrare il tutto in presa diretta per poter cogliere il lato “live” delle nostre composizioni mantenendo il più possibile l’impatto forte del nostro sound. Non ultimi gli interventi di rhodes, programmazioni e dei fiati.

 

State proponendo dal vivo II? Stessa formazione con aggiunte come nell’album o solo voi mantenendo il gruppo base?

Dal vivo stiamo proponendo tutto il nuovo lavoro insieme anche ai brani incisi nel precedente EP. Abbiamo già suonato con ottimi riscontri di pubblico con la nostra formazione base. Non nascondiamo che ci piacerebbe avere l’occasione di portare le aggiunte che vi sono nell’EP, ma siamo altrettanto soddisfatti dei feedback che abbiamo ricevuto sino ad ora.

 

Come mai avete atteso tanto per un nuovo lavoro con più brani dopo Velluto del 2018?

Fondamentalmente l’attesa è stata dovuta a problemi logistici.
Dopo il precedente EP, e dopo l’attività live conseguente, abbiamo subito ripreso a scrivere i nuovi pezzi. Lo stop forzato del biennio 2020/2022 che ha colpito un po’ tutto l’ambiente della musica, e vicissitudini personali, ha fatto sì che potessimo cominciare a discutere di entrare in studio solo verso la fine del 2023, e quindi pianificare le registrazioni durante il primo semestre del 2024. L’uscita dell’EP è stata poi rimandata anch’essa per impegni personali dei componenti.

 

Non c’è due senza tre come la Trilogia della città di K di Agota Kristof? O, se preferite la domanda in un altro senso: progetti per il futuro?

Questa domanda calza a pennello ed è complementare alla domanda precedente, perché la lunga attesa e il lungo periodo di stop dalle attività live ci hanno permesso comunque di scrivere molto materiale.
Siamo infatti entrati in studio con pezzi completamente finiti e con pezzi non pienamente finiti (alcuni in fase embrionale e alcuni già in stato avanzato), e anche di quelli finiti non tutti hanno fatto parte di questo EP, un po’ per scelte logistiche e un po’ per classico dubbio amletico del musicista che cerca sempre di perfezionarsi sempre.
Quindi sì, come potrai immaginare, anche se siamo concentrati sulla ricerca di esibizioni live, nel nostro futuro ci sono nuovi brani e nuove pubblicazioni.

 

Le città di K © Andrea Wolfpack

Le città di K © Andrea Wolfpack

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