Lucio Dalla – “L’anno che verrà”, la nuova opera lirica dedicata al cantautore
Presentato a Milano il progetto che porta sul palco l’universo musicale del cantautore bolognese tra orchestra, coro, danza e la voce di Pierdavide Carone
Non un musical, né uno spettacolo celebrativo sulla vita di Lucio Dalla: L’anno che verrà si presenta come una vera e propria opera lirica contemporanea costruita sull’universo musicale del cantautore bolognese, riconosciuta come tale anche dal Ministero della Cultura e destinata a debuttare a dicembre 2026 in una tournée che coinvolgerà alcuni dei principali teatri italiani.
Le prime date in programma saranno quelle dell’11 e del 12 dicembre di quest’anno al Teatro Comunale di Ferrara. La tournée proseguirà quindi a Reggio Emilia, Ravenna, Piacenza, Modena, Parma e Lucca fino al marzo 2027, per approdare successivamente a Bologna e Rimini tra settembre e ottobre dello stesso anno. Numeri importanti per una produzione lirica che porterà sul palco circa cento artisti tra orchestra, coro, attori e danzatori, confermando l’ambizione di un progetto nato per rileggere l’eredità artistica di Lucio Dalla attraverso il linguaggio del teatro musicale contemporaneo.
Il progetto, ideato da Marcello Corvino, è stato presentato alla stampa nella mattinata di oggi a Milano presso la sede della Universal Music Italy e nasce da una riflessione sul ruolo che oggi può avere il teatro d’opera e su cosa possa essere considerato “musica classica” nel XXI secolo.
«Noi siamo teatri d’opera e ci siamo interrogati su cosa sia la musica classica nel 2026», ha spiegato Corvino. «Per noi è diventata questa: è diventata Lucio Dalla». Un ragionamento che parte dalla storia di Casa Ricordi, editore di Rossini, Verdi e Puccini e, nel secondo dopoguerra, protagonista anche della stagione dei grandi cantautori italiani, da Gino Paoli a Luigi Tenco, fino allo stesso Dalla.
Da qui l’idea di costruire una nuova opera lirica che utilizzi le canzoni del cantautore come materiale drammaturgico e musicale. Un progetto che coinvolge orchestra, coro, danza, attori, video e una grande squadra produttiva composta da diversi teatri italiani.
«Questa è un’opera lirica», ha ribadito Corvino. «Ci sono tutti gli elementi dell’opera: il balletto, il coro, l’orchestra, la regia, i videomaker. Vogliamo proporre una nuova idea di opera classica, capace di raccontare il grande cambiamento musicale avvenuto nel secondo dopoguerra».
La vicenda non racconterà la biografia di Dalla ma prenderà spunto dai temi presenti nelle sue canzoni. Come ha spiegato il regista Manuel Renga, il cantautore diventa idealmente «il custode dei sogni», mentre lo spettacolo assume la forma di un viaggio onirico ambientato in un hotel sul mare durante la notte di Capodanno.
La drammaturgia, firmata da Emanuele Aldrovandi, è completamente originale. «Non sono i personaggi delle canzoni di Lucio Dalla», ha precisato Renga. «Sono figure autonome che incarnano i temi e la poetica della sua musica». L’ambientazione dell’hotel richiama indirettamente Caruso, ma soprattutto diventa il luogo in cui persone molto diverse si incontrano e, durante un blackout che interrompe lo scorrere del tempo, si trovano immerse in una dimensione sospesa tra realtà e sogno.
Grande attenzione è stata dedicata anche all’aspetto musicale. A firmare direzione e arrangiamenti sarà Roberto Molinelli, che ha spiegato come il lavoro partirà dal rispetto dell’identità originaria dei brani per aprirli a nuove possibilità espressive.
«Quando ci si avvicina alla musica di Lucio Dalla non si entra semplicemente in un repertorio di canzoni: si entra in un mondo fatto di teatro, poesia e racconto popolare», ha sottolineato il maestro. L’obiettivo sarà quello di preservare la memoria storica dei brani e al tempo stesso creare un dialogo con il linguaggio dell’orchestra e del coro. «Ho cercato un Dalla riconoscibile e, nello stesso tempo, sorprendente».
Sul palco ci sarà Pierdavide Carone, chiamato a interpretare quattordici canzoni che attraversano l’intera produzione dell’artista, dai brani più celebri a quelli meno frequentati dal grande pubblico. Tra i titoli già anticipati figurano Cara, Il parco della luna e La sera dei miracoli.
Per Carone, che fu l’ultimo artista a collaborare con Dalla sul palco di Sanremo, il rapporto con questo repertorio rappresenta anche una responsabilità culturale. «Sarebbe assurdo immaginare un futuro con persone che non conoscano la sua musica», ha affermato. «Andare a teatro ad ascoltare Lucio Dalla dovrebbe avere lo stesso peso di andare a teatro ad ascoltare Beethoven».
Il cantante ha poi sottolineato l’attualità di molti testi del cantautore bolognese, citando Henna e Se io fossi un angelo. «Sono canzoni che avrebbe potuto scrivere oggi. Le canzoni sulla guerra finiscono per assomigliare a tutte le guerre. Questo è poetico per chi scrive musica, ma inquietante per noi che continuiamo a viverle». Carone ha inoltre specificato che non canterà con una vocalità lirica tradizionale, sottolineando come oggi sia possibile tornare a una vocalità più naturale senza rinunciare alla complessità interpretativa dei brani. «Penso che la musica di Lucio sia vocalmente difficile da sostenere, a prescindere dall’impostazione che si decide di utilizzare. Le difficoltà restano anche quando non si adotta una vocalità lirica».
Nel corso dell’incontro si è parlato anche della possibile vita futura dello spettacolo. I promotori non escludono un’espansione internazionale, considerato che molti dei teatri coinvolti portano abitualmente le proprie produzioni all’estero, ma al momento l’obiettivo è concentrarsi sulla tournée italiana.
Nessuna decisione è stata invece presa su una eventuale pubblicazione discografica o su una trasmissione televisiva dell’opera. Alla domanda se siano previste registrazioni o diffusione televisiva, la produzione ha risposto che «al momento non abbiamo preso decisioni». L’ipotesi di una distribuzione attraverso la piattaforma Opera Streaming o di una futura collaborazione con la Rai è stata definita una possibilità da valutare in seguito, ma senza alcun accordo già definito.
Per ora, dunque, L’anno che verrà resta un’esperienza pensata esclusivamente per il palcoscenico: un’opera che prova a trasformare le canzoni di Lucio Dalla in un racconto teatrale autonomo, affidando a orchestra, coro, danza e interpretazione il compito di farle risuonare in una forma nuova.



