Marcello Sutera ci presenta il “New Me Tour”
Il bassista sta per iniziare un tour nei teatri che precede il suo nuovo album in uscita. Ogni data sarà inoltre arricchita da ospiti prestigiosi
A dicembre prenderà il via nei teatri italiani il New Me Tour di Marcello Sutera, bassista e compositore attivo da anni sulla scena nazionale e internazionale. In tour sarà accompagnato da un ensemble composto da: Alessandro Altarocca (pianoforte), Stefano Senni (contrabbasso), Bruno Farinelli (batteria), Donato Sensini (flauto e sax), Luca Mattioni (percussioni), Michela Zanotti (viola), Desislava Kondova e Anna Carrà (violini) e Chiara Di Bert (violoncello).
La serie di concerti si svolgerà in diversi teatri italiani, dal 9 dicembre al Teatro Supercinema di Santarcangelo di Romagna (RN) al 20 dicembre al Teatro Socjale di Piangipane Ravenna (le altre date e le altre informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del bassista). In tutti i live saranno presenti ospiti prestigiosi che si uniranno ai musicisti sul palco e che – come dichiarato dallo stesso Marcello Sutera – non saranno una semplice “aggiunta”.
La tournée precede l’uscita di New Me, il nuovo album strumentale di inediti, prodotto da Collettivo Funk e distribuito da TuneCore, che uscirà entro la fine di dicembre. Il lavoro è stato anticipato dal singolo Salsedine, già disponibile sulle principali piattaforme digitali.
Nuovo tour imminente. Cosa ci puoi anticipare?
Posso anticipare che sarà un tour molto personale, intimo ma allo stesso tempo potente dal punto di vista emotivo e sonoro. Ho lavorato sull’equilibrio tra scrittura orchestrale e improvvisazione, lasciando spazio all’istinto e alla sensibilità dei musicisti che saranno con me sul palco. Ogni data sarà un’esperienza unica, non solo un concerto: voglio che chi ascolta senta una storia, non solo delle note.
In queste prossime date nei teatri avrai anche degli ospiti, vero?
Sì, e per me è una parte fondamentale del progetto. Ogni ospite non arriva come “aggiunta”, ma come elemento vivo che dialoga con la musica, trasformandola. Mi piace che ciò che suoniamo non sia mai identico alla sera precedente: quando invito qualcuno sul palco non gli chiedo di adattarsi al mio repertorio, ma gli lascio lo spazio per renderlo suo. Questa imprevedibilità rende ogni concerto irripetibile… Con me Francesca Tandoi, Sulene Fleming, Alfredo Golino, Tony Momrelle (Incognito), Mario Rosini, Fabrizio Bosso, Nick The Nightfly , Sagi Rei, Filippo Tirincanti…
Il tuo nuovo album si intitola New Me, come uno dei brani che ne fanno parte. Perché questo titolo? Racconta una nuova fase della tua vita musicale?
Assolutamente sì. New Me non è solo un titolo, è un passaggio, quasi una dichiarazione. Dopo anni di concerti, collaborazioni e ricerca, ho sentito la necessità di fermarmi per chiedermi chi fossi diventato e cosa avessi ancora da dire. Da quella pausa sono emerse nuove sonorità, nuove intenzioni, un nuovo modo di essere dentro la musica. Non ho cambiato la mia identità artistica: l’ho messa a nudo.
Il nuovo singolo è Salsedine. Com’è nato questo brano?
Salsedine è nato da un’immagine, da un ricordo sensoriale più che da un’idea musicale. Ho sempre avuto un legame profondo con il mare: i suoi silenzi, i suoi cambiamenti, la sua capacità di riportarti alla verità. È un brano scritto quasi “in un fiato”, senza filtri, come una fotografia emotiva. È il mio modo di raccontare nostalgia, ritorni e ripartenze.
Tra gli artisti per cui hai aperto il primo nome è quello di Joe Cocker. Hai ricordi legati a lui o agli altri artisti con cui hai condiviso palchi importanti?
Ricordo perfettamente il silenzio del pubblico prima che iniziasse il suo concerto. Era un silenzio pieno, quasi sacro. Joe Cocker aveva una presenza magnetica, anche solo camminando sul palco. Da quei momenti, e da tanti altri artisti con cui ho condiviso spazi e palchi, ho imparato una cosa che non si studia: l’autenticità non si può imitare. O ce l’hai, o la cerchi fino a quando non incontri la tua voce.
Tour, album… e poi? Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Sto già lavorando alla scrittura di nuovi arrangiamenti orchestrali e a un progetto che unirà musica e narrazione visiva. Non voglio anticipare troppo, ma sarà un percorso che approfondirà ulteriormente questa nuova fase. Inoltre, ci saranno collaborazioni internazionali… condividere ciò che ho imparato è parte naturale del mio percorso oggi.
